Puglia: le garanzie finanziarie integrative richieste dalla Regione non devono essere pagate

logo_regione_PugliaRIFIUTI/ Le garanzie finanziarie chieste dalla Regione Puglia non devono essere pagate

Il Tar Puglia, sede di Bari, interviene con una importante ordinanza

Dura battaglia dell’Avv. Giampaolo Sechi che ha difeso un’impresa del settore ambientale

BARI – Il Tar Puglia, sede di Bari, è stato chiamato a pronunciarsi sul Regolamento regionale n. 18/07, con cui la Regione ha stabilito gli importi delle garanzie finanziarie per gli impianti di gestione rifiuti. Queste garanzie, secondo il regolamento, devono essere prestate per integrare l’efficacia delle autorizzazioni, sicché se l’impresa non è in grado di pagarle, l’autorizzazione che eventualmente sia stata ottenuta non consente di lavorare, né per lo smaltimento né per il recupero.

Tutte le Provincie hanno applicato questo Regolamento, ma la Recuperi Pugliesi, cui la provincia di Bari aveva richiesto di prestare una fideiussione pari a € 10.859.230,00, ha chiesto giustizia al Tribunale incaricando l’Avvocato Giampaolo Sechi di sostenere il ricorso.

Il Tribunale, con l’ordinanza del 5 giugno u.s., ha condiviso le argomentazioni del difensore, condividendo anche i dubbi di legittimità costituzionale che l’Avv. Sechi ha illustrato negli atti e nella discussione in udienza, assumendo che la Regione non poteva adottare alcuna regolamentazione in materia, poiché, in materia di ambiente la competenza spetta esclusivamente allo Stato.

La Regione Puglia, invece, aveva preteso di adottare il regolamento senza aspettare che lo Stato adottasse dei criteri di indirizzo validi su tutto il territorio nazionale, fissando importi elevatissimi in base alle quantità di rifiuti autorizzate, senza considerare però che spesso quegli stessi importi non potevano essere garantiti neppure da taluni operatori assicurativi o bancari, con ciò svuotando di significato la stessa pretesa delle fideiussioni.

Con la decisione del Tribunale sono state riconosciute le ragioni della società, che ora può operare legittimamente almeno in attesa della decisione della Corte Costituzionale sulla vicenda, e si è aperta ora la strada anche per altri operatori del settore dei rifiuti e dell’ambiente di contestare le richieste delle Provincie e della stessa Regione, liberandosi dall ’obbligo di pagare le garanzie.

Fonte: http://www.giampaolosechi.net

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