MUD 2019 – Approfondimento

Come avevamo promesso nel precedente articolo, abbiamo pubblicato un approfondimento per il MUD 2019 individuando i soggetti obbligati alla presentazione della comunicazione 2019, modalità di trasmissione, scadenza e diritti di segreteria.

L’approfondimento è consultabile qui

Buona lettura

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei Vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com 

 

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MUD 2019 – Novità nel nuovo modello e termini di presentazione

Come vi avevamo anticipato nel precedente articolo, eravamo in attesa di conoscere quale sarebbe stato il modello da utilizzare per la dichiarazione MUD per l’anno 2019 relativo alla gestione dei rifiuti del 2018.

Con la pubblicazione sul supplemento ordinario n. 8 alla Gazzetta ufficiale n. 45 del 22 febbraio 2019, possiamo leggere il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2018 recante “Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2019”.

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 Dicembre 2018 viene quindi disposto il nuovo modello MUD da utilizzarsi per l’anno 2019.

Stando a quanto riportato sul sito Ecocerved, vista la pubblicazione del decreto entro il 1° Marzo 2019, i termini di presentazione del MUD, di 120 giorni dalla pubblicazione del decreto, decorrono da oggi. Pertanto la scadenza del MUD è fissata al 22 Giugno 2019.

 

Legge 36 Gennaio 1994 n. 70

Art. 6 Disposizioni transitorie

  1. Ai fini di cui al comma 1, il termine di presentazione del modello unico di dichiarazione di obblighi periodici, è fissato al 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, fermi restando i termini previsti in caso di obblighi che abbiano carattere non periodic.

2-bis Qualora si renda necessario apportare, nell’anno successivo a quello di riferimento, modifiche ed integrazioni al modello unico di dichiarazione ambientale, le predette modifiche ed integrazioni sono disposte con D.P.C.M., da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro la data del 1° Marzo; in tale ipotesi, il termine di presentazione del modello è fissato in 120 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del predetto decreto.

 

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 Dicembre 2018 è completato dai seguenti 4 allegati:

 

Allegato 1 – Articolazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD)

Allegato 2 – Sezione rifiuti e sezione anagrafica semplificate

Allegato 3 – Sezione rifiuti e sezione anagrafica

Allegato 4 – Indicazioni per la presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) via telematica

 

Forniremo come ogni anno un approfondimento sul tema per fornire a tutti i nostri clienti il supporto necessario alla corretta presentazione del MUD.

 

Ambiente&Rifiuti – Consulenza Tecnica per la Gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia  – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

Dalla caduta del SISTRI al nuovo Registro Elettronico

La caduta del SISTRI, dopo le giuste lamentele da parte delle imprese operanti nel settore dei rifiuti, ha aperto la strada verso un nuovo orizzonte.

Se è vero che per ogni innovazione occorre attendersi dei fallimenti prima di raggiungere l’obiettivo, forse il SISTRI ha tracciato la strada verso la digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti.

Per quanti siano convinti che la chiusura del SISTRI abbia chiuso definitivamente il capitolo della digitalizzazione, ci spiace dovervi informare che così non è.

Infatti con la legge 11 Febbraio 2019 n. 12, di conversione con modifiche del Decreto Legge 14 Dicembre 2018 n.135 recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazioni per le imprese e per la pubblica amministrazione, viene ufficialmente istituito il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti. (art. 6 del D.L. 14 Dicembre 2018 n. 135 coordinato)

Saranno tenuti ad iscriversi al Registro Elettronico:

  • Enti ed imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;
  • Produttori di rifiuti pericolosi
  • Enti ed imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale;
  • Commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi;
  • Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
  • Con riferimento ai rifiuti pericolosi, i soggetti individuati dall’articolo 189 comma 3 del D.Lgs. 152/2006

Spetterà al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, l’approvazione di un decreto che definisca le modalità di organizzazione e funzionamento del Registro Elettronico Nazionale, le modalità di iscrizione dei soggetti obbligati e di coloro che intenderanno farlo volontariamente, nonché tutti gli adempimenti dei soggetti medesimi.

L’iscrizione al Registro Elettronico non sarà gratuito ma comporterà il versamento di un diritto di segreteria e di un diritto di iscrizione annuale al fine di garantire l’integrale copertura dei costi di finanziamento del sistema.

Importi e modalità di versamento dovranno essere stabiliti dal decreto citato prima.

Ovviamente saranno previste delle sanzioni per i soggetti inadempienti.

Fino al momento in cui non diventi pienamente operativo il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, la tracciabilità dei rifiuti è assicurata da:

  • Compilazione del registro di carico e scarico rifiuti (modello A e B);
  • Compilazione del formulario di identificazione rifiuti;
  • Presentazione del MUD

Quali criticità aspettarci?

Questo primo approccio al nuovo Registro Elettronico presenta delle criticità che dovranno in qualche modo essere superate. Se i soggetti obbligati ad utilizzare il Registro Elettronico sembrano essere tutti coloro che in qualche modo entrano in contatto con i rifiuti pericolosi, tutti gli adempimenti relativi ai rifiuti non pericolosi come dovranno essere gestiti? Assisteremo nuovamente alla compresenza della tracciabilità classica con una digitale? Che vantaggi ci saranno allora per le imprese?

Ci saranno limiti oltre i quali scatteranno gli obblighi di iscrizione al Registro Elettronico? Sarà nuovamente il numero di dipendenti a fare da discriminante o si passerà ad un criterio più razionale come le quantità di rifiuti pericolosi prodotti durante un anno?

La normativa sui soggetti obbligati alla tenuta del registro varierà? E’ possibile ipotizzare che i rifiuti non pericolosi non saranno più annotati sul registro di carico e scarico?

Assisteremo ad una evoluzione digitale del formulario?

Dovremo attenderci un periodo transitorio fatto di un doppio binario? (e speriamo non lungo quanto quello appena concluso)

Le domande aperte sono ovviamente tante e non possiamo riportarle tutte qui. Molti di questi interrogativi furono già sollevati al tempo del SISTRI ed auspichiamo che lo sviluppo del Registro Elettronico ne abbia tenuto conto al fine di assicurare realmente la tracciabilità dei rifiuti ma senza pesare eccessivamente sulle imprese.

Per le imprese che ancora non si siano dotate di un sistema interno efficiente di gestione dei rifiuti, potrebbe essere questo un buon momento per fare un’analisi dei propri cicli di gestione e prepararsi, per tempo, al nuovo sistema di tracciabilità.

Come ricordiamo spesso ai nostri clienti, è preferibile prepararsi con calma ai cambiamenti per evitare che siano troppo radicali per la propria azienda.

Al seguente link potete scaricare il decreto legge 14 Dicembre 2018 n. 135 coordinato

Al seguente link potete scaricare la Legge 11 Febbraio 2019

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com