RAEE domestici e professionali

I rifiuti elettrici ed elettronici sono una particolare tipologia di rifiuti che tutti noi produciamo. Parliamo ovviamente di quei rifiuti che ormai in gergo comune sono denominati RAEE.

Il D.Lgs. 152/2006 identifica i rifiuti scindendoli in due categorie:

– rifiuti urbani

– rifiuti speciali

a loro volta questi vengono ulteriormente suddivisi in:

– rifiuti non pericolosi

– rifiuti pericolosi

Il D.lgs. 151/2005 che legifera in materia di RAEE opera più o meno la stessa distinzione. Infatti i RAEE possono essere classificati come:

– domestici

– professionali

La distinzione viene effettuata sulla base di una semplice definizione:

RAEE domestici: sono quei rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche originati da nuclei domestici. Ma anche quelli provenienti da alatra attività (commerciale, industriale, istituzionale, ecc…) che per natura e quantità possono essere considerati analoghi a quelli originati dai nuclei domestici.

RAEE professionali: sono quei rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate ad attività amministrative ed economiche, la cui fornitura sia quantitativamente importante o le cui caratteristiche siano di usco esclusivo professionale, ovvero apparecchiature che non sono impiegate in casa.

Queste due definizioni, leggermente diverse da quelle enunciate dal D.Lgs. 151/2005 sono riportate all’interno della “Guida alla gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche” rilasciata da unioncamere Piemonte e che meglio cercano di spiegare le riduttive definizioni che il Decreto Legislativo sbrigativamente riporta.

Infatti ciò di cui spesso si sente il bisogno quando si ha a che fare con i RAEE è di una definizione quanto più chiara possibile nel distinguere i RAEE domestici da quelli professionali. I non addetti ai lavori potrebbero chiedersi il perché di così tanta pignoleria.

Cerchiamo di fare chiarezza andando ad individuare quelle che cono le differenze tra le due macrofamiglie:

RAEE domestici: sono identificati dai codici CER della famiglia 20. In particolare ritroviamo 20.01.36 per i RAEE non pericolosi, 20.01.35 per i RAEE pericolosi. I RAEE appartenenti a questa macrofamiglia possono essere conferiti ad un centro di raccolta comunale senza alcuna necessità di avere una documentazione che ne attesti il conferimento in quanto sono i cittadini per la maggior parte a detenere tale tipo di rifiuto.

RAEE professionali: sono identificati dai codici CER della famiglia 16. In particolare ritroviamo 16.02.16 per la componentistica rimossa non pericolosa, 16.02.14 per i RAEE non pericolosi e 16.02.13 per i RAEE pericolosi. i RAEE appartenenti a questa macrofamiglia sono originati da attività produttive ed economiche, quindi professionali e devono essere conferiti in appositi impianti autorizzati affinché vengano avviati a recupero.

Ora si può notare la differenza tra un RAEE domestico ed un RAEE professionale. Ma ancora un dettaglio potrebbe aiutare a capire quanto sia importante sapere con quale delle due tipologie si ha a che fare.

Si consideri un’attività produttiva che decide di eliminare i RAEE dalla sua azienda e decide di far da sè senza avvalersi di aziende autorizzate al trasporto rifiuti. Tale azienda conferisce i suoi RAEE in isola ecologica considerandolo a tutti gli effetti un RAEE domestico. Fatta questa operazione, in caso di controllo da parte dell’agenzia delle entrate si verificherà che è stato commesso un illecito in quanto il rifiuto è stato conferito in isola ecologica senza formulario di identificazione rifiuti, il quale è un documento necessario per attestare il corretto avvio a recupero dei propri cespiti. Al termine delle operazioni di conferimento in impianto, la quarta copia del formulario di identificazione rifiuti dovrebbe accompagnare l’autocertificazione per l’eliminazione dei cespiti.

Se al contrario la norma fosse stata chiara, allora avremmo meno dubbi su come procedere nel caso in cui un’attività economica debba eliminare i propri cespiti.  Ma il problema non si limita solo a ciò. Infatti la questione della distinzione tra RAEE domestico e professionale, deve essere allargata al sistema di finanziamento per le operazioni di raccolta, trasporto e trattamento.

I RAEE domestici infatti, richiedono ai produttori l’adesione obbligatoria ad un sistema collettivo affinché gestisca le AEE immesse sul mercato una volta giunte a fine vita.

Per i RAEE professionali invece tutto ciò non accade in quanto ogni produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche può decidere se aderire ad un sistema collettivo finanziandolo o se gestire in maniera autonoma il sistema di raccolta e trattamento delle AEE  immesse sul mercato che giungono a fine vita.

Di ciò cercheremo di parlare in un prossimo articolo.

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