R.E.N.T.RI….il nuovo spettro della tracciabilità dei rifiuti

Possiamo cambiare il nome alle cose ma le cose restano le stesse….e’ forse questo il caso?

Per quanti sono nel settore dei rifiuti da anni il nome SISTRI evoca ricordi pochi piacevoli.

Il SISTRI ovvero il Sistema di Tracciabilità dei rifiuti che avrebbe dovuto soppiantare i classici e tanto cari registri di carico e scarico, formulari di identificazione dei rifiuti (in carta chimica) ed il MUD è stato un fallimento compreso appieno solo a Gennaio 2019 quando fu definitivamente abrogato dopo una serie di false partenza, diritti incamerati per anni, malfunzionamenti, eccezioni normative che hanno stravolto la gestione dei rifiuti e soprattutto doppi binari praticamente inutili.

Ma il mondo si evolve, la digitalizzazione è il futuro che stiamo vivendo e che vogliamo vivere nei prossimi anni ed anche i rifiuti devono seguire questa strada. L’orizzonte che si prospetta è fatto di dematerializzazione dei documenti cartacei (le foreste ringrazieranno), un migliore e più efficiente sistema di tracciabilità di tutti i rifiuti che produciamo ed avviamo a recupero/smaltimento, incremento reale dei controlli da parte degli organi di vigilanza. Questo sarebbe il mondo ideale…e chissà che non lo sia.

Infatti dopo l’abrogazione del SISTRI un nuovo attore è apparso sulla scena, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti.

Istituito formalmente dal D.L. 135/2018 da lì in poi se ne sono perse le tracce.

Ma cosa è il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti?

Per capirne qualcosa in più dobbiamo leggere la Legge 11 Febbraio 2019 n.12 che ha convertito il D.L. di cui sopra. E’ all’interno di questa norma che troviamo il primo pezzo del puzzle che vedremo comporsi nel prossimo futuro.

Il Registro Elettronico dovrebbe sostituire il registro di carico e scarico, i formulari di identificazione dei rifiuti, il MUD e garantire una trasmissione continua ed in tempi brevi di tutti i dati inerenti la gestione dei rifiuti da parte degli iscritti agli organi di vigilanza.

Al Registro dovranno iscriversi:

  • Produttori di rifiuti pericolosi;
  • Enti ed imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;
  • Enti ed imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale;
  • Commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi;
  • Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.

E poi per quanto riguarda i rifiuti non pericolosi, chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti, i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento  di rifiuti, i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c) d ) e g) ad esclusione degli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a 8000 €, delle imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’articolo 212 comma 8, nonché per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di 10 dipendenti.

Come abbiamo detto avevamo perso le tracce del Registro Elettronico almeno fino al 5 Maggio 2020 quando viene nuovamente citato nel documento: “Schema di Decreto Legislativo recante attuazione della direttiva (EU) 2018/851, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, e della direttiva (UE) 2018/852, che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (atto 169)”.

Al comma 14  dell’articolo 1 ritroviamo il Registro Elettronico con qualche notizia in più rispetto a quanto sapevamo.

Il Registro Elettronico sarà gestito con il supporto tecnico operativo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Il Registro si comporrà di due sezioni:

  • Sezione Anagrafica comprensiva dei dati dei soggetti iscritti e delle informazioni relative alle specifiche autorizzazioni rilasciate agli stessi per l’esercizio di attività inerenti alla gestione dei rifiuti
  • Sezione Tracciabilità comprensiva dei dati ambientali relativi agli adempimenti di cui agli articoli 190 e 193 e dei dati afferenti ai percorsi dei mezzi di trasporto

Quando lo schema di legge sarà approvato ed avremo i relativi decreti attuativi potremo iniziare a delineare un quadro più dettagliato e ad osservare le corrispondenze con il vecchio SISTRI.

E’ bene non dimenticare che  il Registro Elettronico prevede dei diritti da versare da parte delle imprese iscritte al nuovo sistema.

Ambiente&Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei Rifiuti

Invio 4° copia Formulario via PEC – Nota 1588 del Ministero dell’Ambiente

Vi segnaliamo la nota n.1588 del Ministero dell’Ambiente del 31 Gennaio 2018 con la quale si ribadisce che dal 1° Gennaio 2018 è previsto nel D.Lgs. 152/2006 all’art. 194-bis comma 3, introdotto con il comma 1355 dell’art. 1 della Legge 205/2017, la possibilità di adempiere all’obbligo di trasmissione della quarta copia del formulario di trasporto dei rifiuti anche mediante posta elettronica certificata.

Le modalità con le quali ciò deve avvenire non sono specificate nel decreto. Il Ministero infatti ha rinviato ad appositi decreti attuativi che disciplinino la tracciabilità dei rifiuti in formato digitale.

Al momento ci sentiamo di consigliare di leggere attentamente le due note precedenti del Ministero dell’Ambiente del 2017 in risposta al quesito posto sulla possibilità di inviare la 4° copia a mezzo PEC. In tali note sono contenute delle procedure che seppur non rappresentano la norma vigente sono delle chiare indicazioni da cui prendere spunto per implementare il processo di invio delle suddette 4° copie a mezzo PEC.

Nota 1588 del 31 Gennaio 2018 Ministero dell’Ambiente

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com 

SISTRI – nuovi termini di proroga 2017

Sono confermati i termini contenuti nel DL 244/2014 che rinviavano alla più vicina data tra il subentro del nuovo gestore SISTRI ed il 31/12/2017 la sospensione delle sanzioni per il mancato tracciamento telematico dei rifiuti ossia il mancato utilizzo del SISTRI.

Ciò significa che:

  • Restano applicate pienamente le sanzioni in materia di obbligo di tracciabilità dei rifiuti mediante l’utilizzo dei classici sistemi ossia formulari e registri di carico e scarico nonché il MUD;
  • Sono sospese le sanzioni per il mancato utilizzo del SISTRI anche se resta comunque fortemente consigliato;
  • Resta valido il dimezzamento al 50% delle sanzioni previste per la mancata iscrizione al SISTRI e/o l’omesso versamento del contributo annuale di iscrizione.

Si ricorda che il 1° Febbraio 2017 è stato individuato il nuovo gestore del servizio.

Pertanto tutti gli utenti interessati dal SISTRI che non sono ancora iscritti pur essendo obbligati dovrebbero effettuare l’iscrizione, e tutti gli utenti già iscritti al SISTRI devono inserire in agenda la scadenza per il pagamento del contributo SISTRI fissato al 30 Aprile 2017.

Ambiente&Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia  – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com