MUD – SISTRI e Registri di carico e scarico…I soggetti obbligati

Vista la crescente richiesta di informazioni in merito al SISTRI ed alla tenuta del registro di carico e scarico rifiuti, abbiamo deciso di scrivere questo articolo così da fugare dubbi che dovessero essere emersi dal confronto tra “Produttore di rifiuti” e “Consulenti”.

Come sappiamo, la normativa in tema ambientale è alquanto complessa, si evolve abbastanza rapidamente (solo per alcuni aspetti) e spesso sembra essere in contraddizione con sé stessa.

In questo periodo in cui gli animi si infervorano per l’invio del MUD, capita spesso di ricevere richieste di chiarimenti in merito a chi sono i soggetti obbligati all’invio del MUD e se questo è a sua volta connesso alla tenuta del registro di carico e scarico e l’iscrizione al SISTRI.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza. Tutti e tre gli argomenti sono fortemente interconnessi tra di loro attraverso un filo conduttore unico ossia la tracciabilità dei rifiuti. Per il legislatore è importante sapere in ogni istante cosa accade ai rifiuti che produciamo, raggruppiamo nel deposito temporaneo ed avviamo poi a recupero/smaltimento attraverso un trasporto autorizzato.

Quindi la tracciabilità dei rifiuti prende il via nel momento esatto in cui i rifiuti sono prodotti.

Più volte abbiamo avuto modo di ribadire quali siano i compiti e le responsabilità del produttore dei rifiuti nel momento in cui egli produce un rifiuto.

La Caratterizzazione e Classificazione svolgono un ruolo di primaria importanza in tutto il processo in quanto è da queste due attività che è possibile attribuire il codice CER al rifiuto, individuarne le sue caratteristiche chimico-fisiche, le caratteristiche di pericolo, eventualmente le disposizioni ADR da applicare ecc…

Cosa accade subito dopo? Il rifiuto prodotto viene raggruppato in un’area che è definita deposito temporaneo. Quindi da quel momento ci si attende che il rifiuto sia in qualche modo “inventariato”. I soggetti che hanno l’obbligo di “inventariare” i rifiuti prodotti, su un apposito registro di carico/scarico rifiuti sono:

  • Produttori di rifiuti speciali pericolosi;
  • Produttori di rifiuti speciali derivanti da attività artigianali ed industriali;

Volutamente omettiamo tutti i soggetti che partecipano attivamente alle attività di intermediazione, trasporto e smaltimento di rifiuti in quanto questi sono sempre obbligati alla tenuta del registro.

Il registro di carico e scarico sappiamo dover essere compilato entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto. Il registro quindi si integra completamente con il deposito temporaneo.

Capita sovente di parlare con produttori che ritengono di non avere un deposito temporaneo.

Ricordando la definizione presente all’articolo 183 comma 1 lett.bb):

Il deposito temporaneo è il raggruppamento  dei  rifiuti  e  il deposito preliminare alla raccolta ai fini  del  trasporto  di  detti rifiuti in  un  impianto  di  trattamento,  effettuati,  prima  della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono  prodotti,  da  intendersi quale l’intera area in cui si svolge l’attività che  ha  determinato la produzione dei rifiuti

Come si può osservare ogni qualvolta produciamo un rifiuto e lo raggruppiamo in azienda in attesa che il trasportatore venga a prelevarlo per conferirlo in impianto, stiamo gestendo un deposito temporaneo e quindi dovremo porre attenzione a come esso è organizzato e gestito. Rinviamo ai dettagli sull’argomento ai precedenti articoli pubblicati sul blog.

I produttori che producono rifiuti pericolosi, e che quindi sono obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico devono verificare se possiedono i requisiti per doversi iscrivere al SISTRI. Ricordiamo che per i soggetti obbligati l’iscrizione è obbligatoria e non facoltativa (viste le sanzioni).

I produttori obbligati all’iscrizione al SISTRI sono:

ENTI E IMPRESE CON PIÙ DI DIECI DIPENDENTI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DERIVANTI DA:

  • attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 184-bis del Decreto Legislativo 152/2006 ss.mm.ii.;
  • lavorazioni industriali;
  • lavorazioni artigianali;
  • attività commerciali;
  • attività di servizio;
  • attività sanitarie;
  • attività agricole e agroindustriali ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta.
  • attività di pesca e acquacoltura ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e delle imprese iscritti alla Sezione Speciale «Imprese Agricole» del Registro delle Imprese che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta.

Si intendono per tali i soggetti che, come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi.

Oltre ai produttori ricordiamo che le imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 2-bis per il trasporto dei propri rifiuti, se l’autorizzazione comprende anche i rifiuti pericolosi allora l’impresa è tenuta all’iscrizione al SISTRI.

Tali soggetti dovranno versare il contributo di iscrizione, al termine della procedura di iscrizione, ed entro il 30 Aprile di ogni anno.

A differenza di quanto avviene con il versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, per il quale il mancato pagamento comporta la sospensione d’ufficio dell’iscrizione nella relativa iscrizione, per il SISTRI il mancato pagamento del contributo annuale comporta una sanzione da 7.750 € a 46.500 € (già dimezzata come da vigente normativa).

Fino a questo momento abbiamo quindi messo in correlazione la produzione di rifiuti con la tenuta del registro di carico e scarico con l’obbligo di iscrizione al SISTRI.

Passiamo all’ultimo punto di questo articolo ossia l’obbligo di presentazione del MUD.

I soggetti coinvolti dalla normativa per la presentazione del MUD sono:

  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).
  • Si ricorda inoltre che la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, nonché’ i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all’obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.

 

Come si può osservare, i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività artigianali ed industriali sono tenuti alla presentazione del MUD, ma è anche vero che questi soggetti sono tenuti alla compilazione del registro di carico e scarico mentre non hanno obblighi nei confronti del SISTRI.

Per contro invece, i produttori di rifiuti pericolosi sono tenuti alla presentazione del MUD, alla tenuta del registro di carico e scarico e se hanno più di 10 dipendenti (complessivamente e non per singola unità locale) saranno obbligati anche ad aderire al SISTRI.

Con l’auspicio di aver fugato qualche dubbio, Ambiente & Rifiuti resta a vostra disposizione per esaminare più da vicino la gestione dei rifiuti nella vostra impresa e seguirvi in tutti gli adempimenti necessari.

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Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

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Registro di carico e scarico rifiuti (molto spesso) questo sconosciuto. Modalità di compilazione

Siamo sicuri di sapere compilare correttamente il registro di carico e scarico rifiuti?

Nel precedente articolo (clicca qui per leggerlo)  abbiamo descritto quali sono le operazioni preliminari da compiere per poter iniziare ad utilizzare il registro di carico e scarico, mentre in questo articolo andremo ad approfondire l’argomento illustrando quali sono le modalità con le quali dobbiamo compilarlo per essere certi di adempiere a tutti gli obblighi di legge previsti.

Il registro a cui faremo riferimento è il modello A ossia quello riservato ai produttori di rifiuti, impianti di stoccaggio, recupero, smaltimento, trasportatori di rifiuti, intermediari di rifiuti con detenzione.

Ricordiamo che la normativa di riferimento è il DM 148/98. All’interno del documento, il legislatore ha fornito tutte le istruzioni necessarie per poter compilare il registro.

Le pagine del registro di carico e scarico sono composte da una serie di righe, in genere due o tre a seconda del modello di stampa che viene utilizzato. Ogni riga deve essere utilizzata esclusivamente per l’annotazione di un singolo carico o di un singolo scarico e per singolo codice CER.

Ciò vuol dire che per ogni riga non possiamo in alcun modo registrare la presa in carico di più rifiuti con differenti codici CER e non possiamo annotare più scarichi che fanno riferimento a più formulari.

Ogni riga è composta da cinque colonne ed ognuna di essere ha un ruolo ben specifico.

registro-carico-e-scarico-rifiuti

Nella prima colonna occorre indicare se trattasi di una operazione di carico o di scarico; successivamente dovrà essere indicata la data in cui l’operazione viene annotata ed un numero di registrazione progressivo.

Per semplicità di gestione si suggerisce di iniziare la numerazione da 1 ogni anno.

Nel caso in cui si tratti di una operazione di scarico, sarà necessario indicare il numero del formulario e la data di emissione dello stesso.

Tale dato dovrà essere indicato in fase di carico, solo per gli impianti quando ricevono rifiuti da terzi.

Per i trasportatori di rifiuti è possibile annotare ogni singolo formulario avendo cura di barrare le caselle “carico” e “scarico” ed indicando nel campo annotazioni (ultima colonna) la data di inizio e fine trasporto. Non si ha quindi la necessità di registrare un carico ed uno scarico separatamente.

L’ultima parte della prima colonna deve essere compilata unicamente in fase di scarico (per i produttori). Tale sezione richiede che vengano inseriti numeri di registrazione delle operazioni di carico che vengono scaricate con tale annotazione.

Per fare un esempio:

Num. Protocollo Tipo operazione CER Peso Numeri di protocollo dei carichi da scaricare
1 Carico 15.01.01 10  
2 Carico 16.02.14 25  
3 Carico 15.01.01 50  
4 Carico 16.02.13 45  
5 Scarico 15.01.01 60 1 – 3

Per gli impianti tale sezione potrà essere usata per indicare quali sono le operazioni di presa in carico di rifiuti che vengono allontanate dall’impianto, perché destinate ad altri impianti o perché trasformate in prodotti (cessazione della qualifica di rifiuto) o perché sottoposte ad operazioni di recupero/smaltimento all’interno dell’impianto stesso.

La seconda colonna è riservata all’inserimento delle caratteristiche chimico fisiche del rifiuto. Dovrà essere indicato il codice CER e la relativa descrizione riportata nel catalogo europeo dei rifiuti (allegato D alla parte IV del D.Lgs. 152/2006). Se si ritiene necessario è possibile completare la descrizione con un’annotazione personalizzata.

Per fare un esempio, se dovessimo caricare/scaricare un rifiuto contraddistinto dal codice CER 17.04.05, la cui descrizione formale è ferro e acciaio, potrebbe essere utile specificare quale dei due metalli sia.

Nella seconda colonna andremo inoltre ad inserire lo stato fisico del rifiuto, le eventuali caratteristiche di pericolo presenti nel rifiuto (da HP1 a HP 15) ed infine, solo nel caso di scarico, indicheremo se il rifiuto è avviato a recupero o smaltimento specificando il codice dell’operazione (da R1 ad R13 e da D1 a D15). Tale dato dovrebbe già essere noto al produttore, ma qualora non lo sia, sarà possibile desumerlo dai formulari.

Per i trasportatori l’indicazione dell’operazione di recupero/smaltimento a cui è avviato il rifiuto è sempre obbligatoria.

Nella terza colonna  andrà inserita la quantità di rifiuto presa in carico o scaricata. Le unità di misura disponibili sono:

  • Chilogrammi
  • Litri
  • Metri cubi

Si suggerisce di utilizzare quella più congrua alla misurazione del rifiuto. Inoltre dato che a destino il rifiuto potrà essere accettato in litri o chilogrammi, solo queste ultime due unità di misura potranno essere utilizzate nell’annotazione di scarico.

Se non si dispone di un sistema di pesatura del rifiuto, il quantitativo di rifiuto preso in carico e quello scaricato dovrà essere considerato presunto e pertanto potranno verificarsi casi in cui il quantitativo di rifiuti indicato nella registrazione non corrisponda con quello verificato a destino. In tal caso sarà necessario, nella colonna annotazioni, indicare: “peso riscontrato a destino: xx” ed apporre la propria firma.

Nei vecchi modelli dei registri di carico e scarico, era presente invece la casella: “Peso verificato a destino” che permetteva quindi di indicare quest’ulteriore dato senza dover utilizzare la colonna annotazioni.

La quarta colonna si compone di due sezioni. La prima è relativa al “Luogo in cui il rifiuto è stato prodotto”. Tale sezione è obbligatoria per quei soggetti che effettuano attività di manutenzione delle infrastrutture, ma non è insolito indicare anche il luogo in cui i rifiuti vengono prodotti se diversi dal luogo in cui il registro è conservato.  Si pensi ad esempio a chi svolge attività edilizie, impiantisti che producono spesso rifiuti in cantiere e che devono essere avviati ad impianti autorizzati.

Qualora le operazioni di gestione dei rifiuti siano effettuate tramite un soggetto terzo che abbia svolto un’attività di intermediazione dovranno essere riportati i seguenti dati:

  • Denominazione (ragione sociale completa)
  • Sede (indirizzo della sede legale)
  • Codice fiscale dell’impresa
  • Numero di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

La quinta colonna è quella dedicata alle annotazioni ossia eventuali note di correzione al movimento, in modo da evitare cancellature ed abrasioni. E’ consigliabile infatti, in caso di errore, evitare di ricalcare ciò che si è già scritto per rimediare all’errore o fare inutili scarabocchi. Gli errori, in caso di controllo devono essere visibili e le correzioni vanno sempre apportate nella colonna delle annotazioni.

In questa sezione è possibile riportare eventuali annotazioni aggiuntive come ad esempio:

  • Quando si verifica il caso in cui, per la natura del rifiuto o l’indisponibilità di un sistema di pesatura, la quantità del rifiuto è stata annotata nell’operazione di scarico con un valore approssimativo, ricevuta la quarta copia, il produttore indicherà il peso effettivo nello spazio delle annotazioni;
  • Quando un carico non sia stato accettato integralmente, dovranno essere indicate le motivazioni ed al rientro del carico parziale o totale, il produttore indicherà in tale spazio la quantità di rifiuti rientrata e lo riprenderà in carico.

Per gli impianti che effettuano il trattamento di rifiuti elettronici è obbligatorio disporre di un modello di registro di carico e scarico rifiuti leggermente diverso.

Il D.Lgs. 49/2014, relativo alla gestione dei RAEE, prevede che i titolari degli impianti di trattamento dei RAEE debbano annotare su apposita sezione del registro di carico e scarico, suddivisa nelle 10 categorie previste dalla norma, il peso dei RAEE in entrata, nonché il peso dei loro componenti, dei loro materiali e delle sostanze in uscita.

Si conclude qui questa breve disamina delle modalità di compilazione del modello A del registro di carico e scarico rifiuti.

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Ambiente & Rifiuti – Consulenza tecnica per la gestione dei Vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com