Regione Puglia: Ecotassa rinviata al 2014

discaricaSe ne era già parlato negli articoli precedenti, se ne era parlato sui giornali e voci circolavano nei corridoi degli uffici amministrativi dei vari enti comunali, l’arrivo dell’Ecotassa è imminente, anzi lo era. Tanto temuta quanto voluta, sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° Gennaio 2013 portando con sé una ventata di penalizzazioni per quei comuni che non si sono attivati minimamente per la raccolta differenziata e per quei comuni che pur essendosi attivati, magari negli ultimi mesi dell’anno, non hanno ovviamente raggiunto il limite minimo di raccolta differenziata prevista dalla Legge Regionale 30 Dicembre 2011 n. 38, ossia il 40 % .

Oggi però l’Ecotassa è stata rinviata di un anno e precisamente al 1° Gennaio 2014. Il consiglio Regionale ha approvato a maggioranza l’emendamento contenuto nel DDL bilancio inficiando di fatto quanto fatto fino ad oggi. Ricordiamo, che l’Ecotassa prevedeva penalizzazioni economiche per i Comuni che non raggiungevano la soglia del 40% di raccolta differenziata, applicando loro l’aliquota massima di Euro 28,85 per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica. Al contrario prevedeva premialità per quei Comuni virtuosi che si fossero impegnati per incrementare la propria raccolta differenziata.

Il rinvio dell’Ecotassa è stato salutato da alcuni consiglieri come un modo per venire incontro a Comuni e Cittadini in un momento di crisi, non facendo gravare sulle loro spalle ulteriori aumenti di tasse. Al contrario per altre persone, questo rinvio non fa altro che giustificare un continuo comportamento incivile da parte dei Comuni pugliesi più pigri che continueranno e conferire i propri rifiuti indifferenziati in discarica. E’ parere dello scrivente che la minaccia di un incremento delle tasse avrebbe dovuto portare l’intera cittadinanza, primo tassello di un sistema integrato di gestione dei rifiuti funzionante, a sollecitare in maniera forte le amministrazioni affinché la raccolta differenziata fosse non solo attivata, ma anche fatta funzionare a dovere, poiché a nessuno piace pagare una tassa sui rifiuti quando c’è l’alternativa del risparmio.

Non prendiamo poi in considerazione il danno ambientale che questo rinvio porta con sé e dei continui conferimenti in discarica che continueranno a causa anche della impossibilità per le amministrazioni comunali di indire nuovi bandi di gare per la raccolta ed il trasporto di rifiuti urbani. Considerata la situazione attuale delle discariche in Puglia e l’urgenza che attualmente riveste il nuovo piano di gestione dei rifiuti e il processo di potenziamento e conversione degli impianti di trattamento e recupero rifiuti attualmente esistenti, il rinvio dell’ecotassa non fa altro che far slittare di un anno quanto era stato fatto finora. Si prosegue sulla scia del “rinviamo a domani” quanto invece poteva essere fatto oggi. E’ un dato di fatto che il 31 Dicembre 2012 la comunità europea si aspettava (ma considerata l’opinione che si ha del nostro paese all’estero non è detto che lo si sperava) dall’Italia il raggiungimento del 65 % della raccolta differenziata. E’ un altro dato concreto il fatto che la Puglia debba impegnarsi molto di più per incrementare il tasso di raccolta dei propri rifiuti da avviare ai vari impianti di recupero. Ed è altresì lampante come il riciclaggio dei rifiuti sia una forma di business sulla quale occorre investire creando nuovi posti di lavoro.

Ovviamente le opinioni che ognuno può esprimere in merito a questa vicenda possono essere diverse e personali a seconda delle proprie esperienze, ma di certo c’è che non possiamo continuare ad evitare il problema posponendolo di giorno in giorno sperando che si risolva da sé. Esperienze storiche precedenti dimostrano che ignorare un problema non comporta la sua risoluzione.

Di seguito si riporta il commento di Francesco Tarantini di Legambiente Puglia: “Vince il partito trasversale delle discariche. I signori dell’interramento dei rifiuti ringraziano”

“Un errore grave e imperdonabile – ha commenta così la proroga dell’ecotassa Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – la proroga dell’ecotassa, in una regione come la nostra in cui oltre 200 comuni sono al di sotto del 25% di raccolta differenziata. Dal rapporto rifiuti 2012 di Ispra, la Puglia nel 2010 aveva smaltito in discarica il 67% dei suoi rifiuti urbani. Fra inerzie, resistenze culturali e questioni economiche, la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti”.

“La penalizzazione economica dello smaltimento in discarica può contribuire non poco a far salire le percentuali di raccolta differenziata, come ad esempio già fatto in Sardegna negli ultimi anni, e a farci uscire dalla dittatura delle discariche e dei termovalorizzatori”

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Eco-turismo: una carta da giocare per far ripartire l’economia

 

Sull’onda delle Green-activities che stanno prendendo piede nel nostro paese, e non solo, in questo articolo vorrei parlare del concetto di Ecoturismo.

La storia:

La paternità del termine “ecoturismo” è generalmente attribuita all’architetto messicano Hector Ceballos-Lascurain, autore di numerose pubblicazioni sul tema. Nel 1988 egli coniò la seguente definizione di ecoturismo:

Viaggiare in aree naturali relativamente indisturbate o incontaminate con lo specifico obiettivo di studiare, ammirare e apprezzare lo scenario, le sue piante e animali selvaggi, così come ogni manifestazione culturale esistente (passata e presente) delle aree di destinazione”

La definizione poi rielaborata e rivista dai principi dettati nella Dichiarazione di Quebec del 2002, dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale dell’ecoturismo. In questa occasione l’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite), l’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) e l’International Ecotourism Society hanno organizzato il summit mondiale dell’ecoturismo a Quebec (in Canada) al quale hanno partecipato 1.169 delegati da 132 diverse nazioni che hanno contribuito alla stesura della Quebec Declaration on Ecotourism. Il 2002 è stato l’anno in cui è stata coniata una definizione condivisa sul significato del termine ecoturismo che ha superato il concetto di turismo ecologico per incorporare anche gli aspetti legati al rispetto della comunità locale (sociale) ed il suo sviluppo economico oltre la soddisfazione del turista.

Fatta questa breve premessa io aggiungerei che oggi l’Ecoturismo dovrebbe assumere anche una nuova connotazione rappresentata non solo dal viaggio in aree naturali indisturbate e con la massima soddisfazione del turista, ma anche dalla possibilità di alloggiare in strutture recettive ecologicamente compatibili ed a scarsa impronta ecologica.

Oggi il turista non è più attratto unicamente dalle bellezze artistiche delle città che visita o dello splendore delle meraviglie naturali nelle quali si avventura. Oggi si va alla ricerca del luogo incontaminato nel quale soggiornare. E visto che la vacanza non è solo fuori dall’albergo è bene che i gestori delle strutture alberghiere inizino ad adeguarsi guardandosi intorno e chiedendosi: “Cosa posso migliorare per i miei clienti?” “Cosa posso fare per aumentare la mia raccolta differenziata?”

Per arrivare ciò dobbiamo sempre ripartire dai fondamenti normativi e tecnici che stabiliscono quali sono gli obiettivi da raggiungere e le regole di base per una corretta gestione ambientale. Assunti questi requisiti è poi semplice implementare un sistema di gestione dei rifiuti nella proprie strutture ricettive assicurando ai propri clienti elevati standard di qualità e servizio nel pieno rispetto delle norme ambientali e soprattutto dell’ambiente.

E’ utile tornare a ripetere che nonostante la ormai diffusa disciplina normativa che regola la gestione dei rifiuti, delle acque e delle risorse, è dalle nostre azioni che dovremmo partire per poter ottenere un ambiente più pulito.

Ma tralasciando per un attimo la filosofia alla base del lavoro di chi si occupa di ambiente tutti i giorni, questo articolo vuole essere indirizzato ai gestori delle strutture alberghiere e non solo che hanno voglia di dare un servizio di qualità in più ai loro clienti imparando a gestire correttamente le proprie risorse ed i rifiuti all’interno delle loro strutture. E’ a loro che ci si rivolge fornendo un servizio di consulenza mirato alla riorganizzazione dell’intera struttura orientandola verso l’Eco-compatibilità.

–          Analisi profonda della struttura,

–          Analisi delle procedure impiegate

–          Analisi delle attività già in atto per la gestione dei rifiuti

–          Colloqui con il personale impiegato

–          Sopralluogo

Queste sono alcune delle attività di base dalle quali si parte per poter scattare una istantanea dello stato dell’arte dalla quale ripartire per modificare, ristrutturare e riorganizzare l’intera attività verso un sistema di gestione ecologicamente compatibile ed in grado di fornire oltre alla qualità ed al servizio anche il rispetto dell’ambiente in ogni sua fase.

Anche le strutture alberghiere, i ristoranti, i Bed & Breakfast sono produttori di rifiuti, alcuni di tipo urbani ma altri speciali e che quindi come tali dovranno essere gestiti correttamente individuando gli operatori del settore specializzati ma soprattutto autorizzati.

Ambiente & Rifiuti si propone di progettare insieme ai gestori delle strutture alberghiere, metodi e procedure chiare e semplici da seguire per una gestione eco-compatibile delle proprie attività aggiungendo quel servizio in più in grado di aumentare la soddisfazione del cliente.

Per informazioni e consulenza: Richiedi Info

L’introduzione dell’Eco-tassa incrementerà la raccolta differenziata?

Probabilmente, mai come in questo periodo in Puglia si parla di raccolta differenziata.

L’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PGRU) nell’ambito della procedura di VAS, l’introduzione della L.R. 30/12/2011 n. 38 che ha introdotto l’ecotassa 2013 per premiare i comuni più virtuosi in materia di raccolta differenziata, ha obbligato i comuni pugliesi a confrontarsi con la questione della raccolta differenziata (anche se alcuni avevano già iniziato).

Se nei paesi del Nord-Europa la gestione dei rifiuti urbani e speciali è già avviata da moltissimi anni e le procedure sono consolidate, in Italia si assiste ad un lento procedere verso la raccolta differenziata.

L’essere partiti con notevole ritardo rispetto ai nostri vicini europei e l’essere ereditari di una coscienza ambientale poco virtuosa, ha comportato ad oggi un mancato raggiungimento degli obiettivi imposti dalle direttive europee.

Ciò è dovuto molto spesso alla mancanza di informazione, di formazione delle famiglie, e alla scarsa coscienza ambientale che alberga dentro ognuno di noi, frutto questo di un passato consumista e materialista che oggi richiede una chiara svolta nei nostri comportamenti.

Le amministrazioni comunali, le scuole, le associazioni dovrebbero organizzare eventi formativi per tutta la cittadinanza con ad esempio, giornate di raccolta nelle piazze cittadine permettendo così a tutti di comprendere realmente cosa significhi fare la raccolta differenziata, incentivando poi l’utente attraverso un sistema a premi.

Tralasciando ora le ipotesi realizzative di una raccolta differenziata,  importante focalizzare l’attenzione sulla Ecotassa 2013 che sta per entrare in vigore e che avrà il compito di premiare quei comuni che si dimostreranno virtuosi nella gestione dei propri rifiuti e punirà invece quei comuni che hanno mostrato scarso interesse e impegno nel realizzare il circuito di raccolta differenziata.

Un sistema di tassazione del tipo implementato in Puglia avrà quindi il compito di obbligare sia le amministrazioni comunali che i cittadini ad intervenire attivamente nel processo di gestione dei rifiuti urbani poiché la pigrizia verrà pagata mettendo mani al proprio portafogli che in questo periodo è certamente in crisi un po’ per tutti.

Si trasforma così il problema della gestione dei rifiuti da “problema etico-ambientale” a “problema economico” con l’auspicio di ottenere gli stessi risultati delle altre regioni dove si è assistito ad un incremento vertiginoso della raccolta differenziata non appena è stata introdotta l’ecotassa.

La necessità di instaurare una buona raccolta differenziata, in ogni caso, è dettata non solo da motivi di ordine “ambientale” ma anche economico. Infatti con il continuo sviluppo delle tecnologie, e gli incentivi destinati alle aziende “verdi”, si è assistito ad una crescente competitività del recupero dei rifiuti rispetto al loro avvio in discarica per lo smaltimento finale. A questo fenomeno si deve associare anche le sempre più restrittive norme, europee ed italiane, nei confronti dell’apertura di nuove discariche.

A partire dal 1 Gennaio 2013, l’Ecotassa prevede che vengano applicare le seguenti  condizioni:

–         Aliquota massima applicata ai Comuni che non raggiungono, nel periodo di riferimento 1 Settembre 31 agosto di ciascuna annualità il 40% di raccolta differenziata

–         Ai comuni che non registrano percentuali di raccolta differenziata pari o superiori al 30% ma inferiori al 40% sono riconosciute le seguenti premialità:

  • Riduzione del 12,5% dell’aliquota di prima fascia al raggiungimento dell’indicatore di cui alla lettera a) del comma 6 della L.R. n.38; detto indicatore può essere utilizzato nelle annualità successive a condizione che vengano raggiunte le percentuali di Raccolta differenziata previste dal D.Lgs. 152/2006;
  • Riduzione di un ulteriore 12,5 % dell’aliquota di prima fascia al raggiungimento dell’indicatore di cui alla lettera b) del comma 6;

–         Ai comuni che registrano percentuale di raccolta differenziata pari o superiori al 40% è riconosciuto l’abbattimento del 55% dell’aliquota massima (aliquota di seconda fascia). Ai medesimi comuni è riconosciuta altresì la riduzione del 40% dell’aliquota di seconda fascia al raggiungimento degli indicatori di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 6;

–         Ai comuni che abbiano raggiunto nel periodo di riferimento 1° settembre – 31 Agosto di ciascuna annualità gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal D.Lgs. 152/2006, si applica l’ammontare di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti soli urbani pari a € 5,17 per ciascuna tonnellata di rifiuti conferito qualora abbiano raggiunto gli indicatori di cui alle lettere a), b) c) e d) del comma 6 (aliquota di terza fascia;

In ogni caso per l’anno 2013, a tutti i comuni che abbiano chiuso il ciclo di gestione dei rifiuti viene riconosciuta una premialità pari al 15% dell’aliquota massima.

Alla luce di queste disposizioni, è lampante come sia doveroso intraprendere il cammino che conduca ad una corretta gestione dei propri rifiuti, i quali non devono più essere visti come scarti del nostro vivere quotidiano di cui disfarci in discarica, ma bensì come nuova risorsa dalla quale prelevare ciò che ancora è utilizzabile, riciclabile per la produzione di nuovi beni e risorse, le cosiddette materie prime seconde.

Ma per giungere ad un risultato di questo tipo è necessario iniziare, nel nostro piccolo vivere quotidiano, a fare una buona raccolta differenziata. Con le giuste informazioni ognuno di noi può diventare in grado di farla con coscienza. Al seguente link  https://ambienterifiuti.files.wordpress.com/2012/08/differenziare_si_puo.pdf è possibile scaricare un breve manuale dedicato a chi ha voglia di imparare a conoscere le basi della raccolta differenziata, quali materiali conferire e dove poterlo fare. Cosa è una raccolta multi materiale e il perché della necessità di un regolamento comunale che stabilisca i criteri di differenziazione dei rifiuti.

Noi tutti paghiamo annualmente una tassa per smaltire i rifiuti prodotti nelle nostre case, se tirassimo fuori la testa dalla sabbia e comprendessimo perché la paghiamo e come fare per ridurla, probabilmente potremmo ridurre i nostri costi in maniera considerevole. Il tempo delle società consumistiche è ormai agli sgoccioli, è tempo di muovere i primi passi verso una società virtuosa e rispettosa dell’ambiente in cui vive.

Per informazioni e consulenza: la.forgia.v@gmail.com