Auguri di buone feste ed un buon 2018

Quando un anno si chiude, fare il punto su quanto è stato fatto appare doveroso.

Vogliamo verificare quanto il nostro impegno si è concretizzato in servizi utili per tutti voi.

Vogliamo quindi innanzitutto ringraziare quanti ci hanno seguito durante questo 2017 e quanti si sono affidati ai nostri servizi accordandoci la loro fiducia nella gestione dei loro rifiuti.

Come avrete avuto modo di constatare, quello che era nato come un semplice blog sulle tematiche ambientali,  si è evoluto in questi anni dando vita a progetti più complessi di consulenza per la gestione dei Vostri rifiuti. Abbiamo cercato di tenervi sempre aggiornati sulle tematiche più importanti e ci scusiamo se qualche volta siamo giunti in ritardo.

Il 2017 è stato un anno intenso che ha dato vita ad Ambiente & Rifiuti srls, ad ARSolution che nel 2018 continuerà ad innovarsi con più funzioni studiate appositamente per voi grazie ai vostri consigli e suggerimenti.

Non dimenticate che avete sempre la possibilità di chiederci una prova gratuita di 30 giorni per testare la piattaforma e chiederci informazioni.

Per noi è chiaro che ogni passo in avanti che abbiamo fatto è grazie a Voi e per questo ci teniamo a ringraziarvi.

Se per noi auspichiamo un 2018 ancora più ricco di novità e servizi che vi aiutino ad essere sempre più tranquilli nella gestione quotidiana dei vostri rifiuti, a tutti voi vogliamo fare i nostri migliori auguri di Buona Natale ed un prospero 2018.

Noi restiamo operativi anche la settimana prossima in vista della chiusura dell’anno e riprenderemo le nostre regolari attività il 4 Gennaio 2018.

Lo staff  di Ambiente & Rifiuti

 

Annunci

Registro di carico e scarico rifiuti (molto spesso) questo sconosciuto. Modalità di compilazione

Siamo sicuri di sapere compilare correttamente il registro di carico e scarico rifiuti?

Nel precedente articolo (clicca qui per leggerlo)  abbiamo descritto quali sono le operazioni preliminari da compiere per poter iniziare ad utilizzare il registro di carico e scarico, mentre in questo articolo andremo ad approfondire l’argomento illustrando quali sono le modalità con le quali dobbiamo compilarlo per essere certi di adempiere a tutti gli obblighi di legge previsti.

Il registro a cui faremo riferimento è il modello A ossia quello riservato ai produttori di rifiuti, impianti di stoccaggio, recupero, smaltimento, trasportatori di rifiuti, intermediari di rifiuti con detenzione.

Ricordiamo che la normativa di riferimento è il DM 148/98. All’interno del documento, il legislatore ha fornito tutte le istruzioni necessarie per poter compilare il registro.

Le pagine del registro di carico e scarico sono composte da una serie di righe, in genere due o tre a seconda del modello di stampa che viene utilizzato. Ogni riga deve essere utilizzata esclusivamente per l’annotazione di un singolo carico o di un singolo scarico e per singolo codice CER.

Ciò vuol dire che per ogni riga non possiamo in alcun modo registrare la presa in carico di più rifiuti con differenti codici CER e non possiamo annotare più scarichi che fanno riferimento a più formulari.

Ogni riga è composta da cinque colonne ed ognuna di essere ha un ruolo ben specifico.

registro-carico-e-scarico-rifiuti

Nella prima colonna occorre indicare se trattasi di una operazione di carico o di scarico; successivamente dovrà essere indicata la data in cui l’operazione viene annotata ed un numero di registrazione progressivo.

Per semplicità di gestione si suggerisce di iniziare la numerazione da 1 ogni anno.

Nel caso in cui si tratti di una operazione di scarico, sarà necessario indicare il numero del formulario e la data di emissione dello stesso.

Tale dato dovrà essere indicato in fase di carico, solo per gli impianti quando ricevono rifiuti da terzi.

Per i trasportatori di rifiuti è possibile annotare ogni singolo formulario avendo cura di barrare le caselle “carico” e “scarico” ed indicando nel campo annotazioni (ultima colonna) la data di inizio e fine trasporto. Non si ha quindi la necessità di registrare un carico ed uno scarico separatamente.

L’ultima parte della prima colonna deve essere compilata unicamente in fase di scarico (per i produttori). Tale sezione richiede che vengano inseriti numeri di registrazione delle operazioni di carico che vengono scaricate con tale annotazione.

Per fare un esempio:

Num. Protocollo Tipo operazione CER Peso Numeri di protocollo dei carichi da scaricare
1 Carico 15.01.01 10  
2 Carico 16.02.14 25  
3 Carico 15.01.01 50  
4 Carico 16.02.13 45  
5 Scarico 15.01.01 60 1 – 3

Per gli impianti tale sezione potrà essere usata per indicare quali sono le operazioni di presa in carico di rifiuti che vengono allontanate dall’impianto, perché destinate ad altri impianti o perché trasformate in prodotti (cessazione della qualifica di rifiuto) o perché sottoposte ad operazioni di recupero/smaltimento all’interno dell’impianto stesso.

La seconda colonna è riservata all’inserimento delle caratteristiche chimico fisiche del rifiuto. Dovrà essere indicato il codice CER e la relativa descrizione riportata nel catalogo europeo dei rifiuti (allegato D alla parte IV del D.Lgs. 152/2006). Se si ritiene necessario è possibile completare la descrizione con un’annotazione personalizzata.

Per fare un esempio, se dovessimo caricare/scaricare un rifiuto contraddistinto dal codice CER 17.04.05, la cui descrizione formale è ferro e acciaio, potrebbe essere utile specificare quale dei due metalli sia.

Nella seconda colonna andremo inoltre ad inserire lo stato fisico del rifiuto, le eventuali caratteristiche di pericolo presenti nel rifiuto (da HP1 a HP 15) ed infine, solo nel caso di scarico, indicheremo se il rifiuto è avviato a recupero o smaltimento specificando il codice dell’operazione (da R1 ad R13 e da D1 a D15). Tale dato dovrebbe già essere noto al produttore, ma qualora non lo sia, sarà possibile desumerlo dai formulari.

Per i trasportatori l’indicazione dell’operazione di recupero/smaltimento a cui è avviato il rifiuto è sempre obbligatoria.

Nella terza colonna  andrà inserita la quantità di rifiuto presa in carico o scaricata. Le unità di misura disponibili sono:

  • Chilogrammi
  • Litri
  • Metri cubi

Si suggerisce di utilizzare quella più congrua alla misurazione del rifiuto. Inoltre dato che a destino il rifiuto potrà essere accettato in litri o chilogrammi, solo queste ultime due unità di misura potranno essere utilizzate nell’annotazione di scarico.

Se non si dispone di un sistema di pesatura del rifiuto, il quantitativo di rifiuto preso in carico e quello scaricato dovrà essere considerato presunto e pertanto potranno verificarsi casi in cui il quantitativo di rifiuti indicato nella registrazione non corrisponda con quello verificato a destino. In tal caso sarà necessario, nella colonna annotazioni, indicare: “peso riscontrato a destino: xx” ed apporre la propria firma.

Nei vecchi modelli dei registri di carico e scarico, era presente invece la casella: “Peso verificato a destino” che permetteva quindi di indicare quest’ulteriore dato senza dover utilizzare la colonna annotazioni.

La quarta colonna si compone di due sezioni. La prima è relativa al “Luogo in cui il rifiuto è stato prodotto”. Tale sezione è obbligatoria per quei soggetti che effettuano attività di manutenzione delle infrastrutture, ma non è insolito indicare anche il luogo in cui i rifiuti vengono prodotti se diversi dal luogo in cui il registro è conservato.  Si pensi ad esempio a chi svolge attività edilizie, impiantisti che producono spesso rifiuti in cantiere e che devono essere avviati ad impianti autorizzati.

Qualora le operazioni di gestione dei rifiuti siano effettuate tramite un soggetto terzo che abbia svolto un’attività di intermediazione dovranno essere riportati i seguenti dati:

  • Denominazione (ragione sociale completa)
  • Sede (indirizzo della sede legale)
  • Codice fiscale dell’impresa
  • Numero di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

La quinta colonna è quella dedicata alle annotazioni ossia eventuali note di correzione al movimento, in modo da evitare cancellature ed abrasioni. E’ consigliabile infatti, in caso di errore, evitare di ricalcare ciò che si è già scritto per rimediare all’errore o fare inutili scarabocchi. Gli errori, in caso di controllo devono essere visibili e le correzioni vanno sempre apportate nella colonna delle annotazioni.

In questa sezione è possibile riportare eventuali annotazioni aggiuntive come ad esempio:

  • Quando si verifica il caso in cui, per la natura del rifiuto o l’indisponibilità di un sistema di pesatura, la quantità del rifiuto è stata annotata nell’operazione di scarico con un valore approssimativo, ricevuta la quarta copia, il produttore indicherà il peso effettivo nello spazio delle annotazioni;
  • Quando un carico non sia stato accettato integralmente, dovranno essere indicate le motivazioni ed al rientro del carico parziale o totale, il produttore indicherà in tale spazio la quantità di rifiuti rientrata e lo riprenderà in carico.

Per gli impianti che effettuano il trattamento di rifiuti elettronici è obbligatorio disporre di un modello di registro di carico e scarico rifiuti leggermente diverso.

Il D.Lgs. 49/2014, relativo alla gestione dei RAEE, prevede che i titolari degli impianti di trattamento dei RAEE debbano annotare su apposita sezione del registro di carico e scarico, suddivisa nelle 10 categorie previste dalla norma, il peso dei RAEE in entrata, nonché il peso dei loro componenti, dei loro materiali e delle sostanze in uscita.

Si conclude qui questa breve disamina delle modalità di compilazione del modello A del registro di carico e scarico rifiuti.

Vi ricordiamo che esiste la possibilità di trasformare il vostro registro di carico e scarico cartaceo in uno completamente digitale e con un controllo puntuale del vostro deposito temporaneo. Per richiedere i 30 giorni di prova gratuita potete visitare la pagina di ARSolution all’indirizzo www.arsolution.it oppure cliccate direttamente qui e compilare il form di richiesta.

Se hai necessità di maggiori chiarimenti o vuoi porre qualche domanda contattaci per richiedere una sessione di consulenza.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza tecnica per la gestione dei Vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

Registro di carico e scarico rifiuti…abc

logo_laForgiaTorniamo agli albori della corretta gestione dei rifiuti cercando di dare delle informazioni utili sulla corretta tenuta del registro di carico e scarico rifiuti.

Il motivo per il quale questo articolo nasce è dettato dalle necessità emerse nelle imprese dove i registri di carico e scarico sono spesso affidati ad operai ed impiegati che non vengono formati adeguatamente.

Ciò accade perché la questione rifiuti è lungi dall’essere considerata come parte integrante delle attività gestionali dell’impresa e spesso gli imprenditori ritengono sia semplicemente una seccatura da affidare a qualcuno.

Cosa si trascura in un sistema gestionale di questo tipo? Sicuramente delle sanzioni a carico dell’impresa ma soprattutto del legale rappresentante che in quanto tale è responsabile della gestione dei rifiuti se non opportunamente delegata ad un responsabile ed in secondo luogo si corre il rischio di non avere sotto controllo l’andamento economico della propria gestione dei rifiuti.

Ci sono casi in cui una corretta gestione dei rifiuti ha permesso all’impresa di recuperare oltre 1000 € per ogni carico di rifiuti avviato a recupero.

Prima di iniziare ad illustrare chi sono i soggetti obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico riteniamo utile pertanto illustrare quali sono le sanzioni alle quali ci si espone quando viene riscontrata una cattiva gestione del registro.

Omessa o incompleta tenuta del registro di carico e scarico

  • Chiunque omette di tenere o tenga in modo incompleto il registro di carico e scarico relativamente ai rifiuti non pericolosi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 2.600,00 a Euro 15.500,00 La sanzione è ridotta da Euro 1.040,00 a Euro 6.200,00 nel caso di imprese che occupano un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti calcolate con riferimento al numero di dipendenti occupati a tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di unità lavorative annue.
  • Chiunque omette di tenere o tenga in modo incompleto il registro di carico e scarico relativamente ai rifiuti pericolosi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 15.500,00 a Euro 93.000,00 nonché con la sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese ad un anno della carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore.
  • La sanzione è ridotta da Euro 2.070,00 a Euro 12.400,00, nel caso di imprese che occupano un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti calcolate con riferimento al numero di dipendenti occupati a tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di unità lavorative annue.

E’ chiaro quindi che l’incaricato alla compilazione del registro di carico e scarico è bene che sia adeguatamente formato al fine di evitare di incorrere in sanzioni.

Le modalità di gestione del registro di carico e scarico sono disciplinate dal DM 148/1998.

 

Sono tenuti a compilare il registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 comma 1  del D.lgs 152/2006 e successive modifiche.

  • Le imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Le imprese e gli enti produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da:
    • Lavorazioni industriali;
    • Lavorazioni artigianali;
    • Attività di recupero (allegato C alla parte IV del D.Lgs. 152/2006) e smaltimento (allegato B alla parte IV del D.Lgs. 152/2006) di rifiuti;
  • Fanghi derivanti da:
    • Potabilizzazione;
    • Altri trattamenti delle acque reflue;
    • Abbattimento fumi;
  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • Gli intermediari ed i commercianti di rifiuti senza detenzione;
  • Le imprese egli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti;
  • Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
  • Il gestore del servizio idrico integrato che tratta rifiuti (art. 11, comma 7, D.Lgs. 152/2006);
  • Il gestore dell’impianto portuale di raccolta e del servizio di raccolta con riguardo ai rifiuti prodotti dalle navi e consegnati nei porti (art. 4, comma 6, D.Lgs. 182/2003).

Sono esonerati dall’obbligo di tenuta del registro:

  • Gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile (produttori di rifiuti pericolosi e non pericolosi) che adempiono all’obbligo di tenuta dei registri di carico e scarico con la conservazione progressiva per tre anni del formulario o con la conservazione per tre anni del documento di conferimento di rifiuti pericolosi prodotti da attività agricole;
  • I consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuto che dispongono di evidenze documentali o contabili con analoghe funzioni del registro di carico e scarico (art. 190, comma 8, D.Lgs. 152/2006);
  • I produttori di rifiuti pericolosi che non sono qualificabili come imprese o ente (art. 11 Legge 25/01/2006, n. 29 “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità Europee);
  • I produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da:
    • Attività commerciali;
    • Attività di servizio;
  • le attività, di raccolta e trasporto di propri rifiuti speciali non pericolosi effettuate dagli enti e imprese produttori iniziali;

Modelli di gestione del registro di carico e scarico rifiuti

I modelli oggi vigenti del registro di carico e scarico dei rifiuti sono quelli già stabiliti dal D.M. 148/98.

I modelli sono due:

  • Modello A: per i soggetti che producono, recuperano, smaltiscono, trasportano o commerciano e intermediario i rifiuti con detenzione;
  • Modello B: per i soggetti che commerciano e intermediano rifiuti senza detenzione (ossia i soggetti iscritti in categoria 8 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali);

I registri di carico e scarico, secondo quanto previsto dall’art. 190 comma 6 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii, devono essere vidimati e gestiti con le procedure e le modalità fissate dalla normativa sui registri IVA.

I registri di carico e scarico prima di poter essere utilizzati devono essere registrati nel registro IVA.

Prima di poter iniziare ad annotare le operazioni di carico e scarico o di intermediazione di rifiuti è obbligatorio vidimare i registri presso le Camere di Commercio territorialmente competenti.

Si segnala che la vidimazione ha un costo di € 25,00 e che all’atto della vidimazione è obbligatorio presentare il registro di carico e scarico unitamente al modello L2.

Inoltre è obbligatorio compilare il frontespizio del registro prima della vidimazione.

Come si individua la Camera di Commercio territorialmente competente?

La Camera di Commercio territorialmente competente è quella della provincia in cui ha sede legale l’impresa o quella della provincia in cui è situata l’unità locale presso la quale viene tenuto il registro di carico e scarico.

E’ possibile tenere il registro con modalità informatiche?

I registri di carico e scarico possono essere tenuti con modalità informatiche a condizione di rispettare la frequenza delle annotazioni stabilite dalla normativa.

Modello A

Il registro di carico e scarico è un documento all’interno del quale devono essere annotate le caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti presi in carico e scaricati. Pertanto le operazioni che dovranno esservi annotate sono di due tipi:

  • Operazioni di carico quando il rifiuto viene prodotto o preso in carico da terzi (solo per gli impianti di recupero/smaltimento)
  • Operazioni di scarico quanto il rifiuto viene allontanano per essere conferito a soggetti terzi autorizzati. Per gli impianti di recupero/smaltimento le operazioni di scarico coincidono con quanto detto prima e con le operazioni di recupero/smaltimento (da R1 a R12 e da D1 a D14).

I registri di carico e scarico sono composti da righe (in genere 2 o 3 per foglio) e da colonne.

Ogni riga deve essere utilizzata per singola operazione di carico o di scarico e per singolo codice CER.

Affinché il registro di carico e scarico sia completo è necessario che questo venga integrato con i formulari di identificazione rifiuti.

Frontespizio

Come abbiamo già detto in precedenza, prima di poter vidimare il registro, è necessario compilare il frontespizio. Quest’ultimo è composto da un serie di sezioni che devono così essere compilate:

Ditta  
  Ragione Sociale
Residenza e domicilio
Codice fiscale (che potrebbe coincidere con la partita IVA)
Ubicazione dell’esercizio
Attività svolta
Barrare la casella relativa alla propria attività
Produzione di rifiuti
Trasporto di rifiuti
Recupero di rifiuti
Smaltimento di rifiuti
Intermediazione e commercio di rifiuti con detenzione
Tipo di attività Il campo deve essere compilato solo dalle imprese che effettuano operazioni di recupero o di smaltimento e quindi dovranno essere indicate le sigle delle attività che vengono svolte (da R1 a R13 e da D1 a D15) come stabilito dall’allegato B e C del D.Lgs. 152/2006
Numero di registrazione Devono essere indicati il primo numero di registrazione e la data relativa, inserita nel registro di carico e scarico, e l’ultimo numero di registrazione e la data relativa, al momento della chiusura del registro.
Caratteristiche del rifiuto E’ un elenco meramente esplicativo delle possibili caratteristiche di pericolo dei rifiuti. Come si può osservare sui registri attualmente in uso tale elenco non è più aggiornato ed occorre rifarsi al Reg. 1357/2014 per le nuove caratteristiche di pericolo.

 

 

Casi particolari

  1. Quando l’impresa cambia sede dell’unità locale è necessario chiudere il registro di carico e scarico ed aprirne uno nuovo. La chiusura del registro avviene mediante l’annullamento delle pagine restanti non ancora compilate.
  2. Quando l’impresa cambia ragione sociale ma il luogo in cui i rifiuti vengono prodotti/gestiti ed il codice fiscale restano invariati, è sufficiente riportare i nuovi riferimenti sul frontespizio indicando gli estremi dell’atto di notifica e la data in cui è stata effettuata la variazione al Registro Imprese.
  3. Quando varia il codice fiscale dell’impresa è necessario chiudere il registro di carico e scarico ed aprirne uno nuovo secondo le modalità descritte al punto A.

Tempi di registrazione

Produttori: 10 gg dalla produzione del rifiuto e 10 gg dall’affidamento del rifiuto al trasportatore

Trasportatore: 10 gg dalla movimentazione del rifiuto

Impianto di recupero/smaltimento: 2 gg per la presa in carico di rifiuti da terzi; 10 gg dall’allontanamento del rifiuto ad impianti terzi in quanto si delineano come nuovi produttori di rifiuti.

Modello B

Il modello B, come abbiamo già anticipato deve essere compilato unicamente dagli intermediari di rifiuti senza detenzione ossia da quei soggetti che sono iscritti alla categoria 8 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Il modello B del registro di carico e scarico rifiuti per gli intermediari è disciplinato dal DM 148/98 ed anche in questo caso è necessario procedere alla vidimazione prima di poter iniziare ad effettuare le annotazioni di carico e scarico.

La vidimazione avviene presso le Camere di Commercio territorialmente competenti ed ha un costo di € 25,00.

Prima di poter procedere alla vidimazione è obbligatorio compilare il frontespizio.

Ditta  
  Ragione Sociale
Residenza e domicilio
Codice fiscale (che potrebbe coincidere con la partita IVA)
Ubicazione dell’esercizio
Caratteristiche del rifiuto E’ un elenco meramente esplicativo delle possibili caratteristiche di pericolo dei rifiuti. Come si può osservare sui registri attualmente in uso tale elenco non è più aggiornato ed occorre rifarsi al Reg. 1357/2014 per le nuove caratteristiche di pericolo.

Tempi di registrazione

Intermediari senza detenzione: 10 gg dalla movimentazione del rifiuto

Ricordiamo che gli intermediari di rifiuti senza detenzione non hanno diritto ad una copia originale del formulario di identificazione rifiuti. L’intermediario dovrà quindi completare il registro di carico e scarico con le copie fotostatiche dei formulari.

Nei prossimi numeri approfondiremo l’argomento illustrando le modalità di compilazione del registro di carico e scarico.

Conosci già ArSolution? Sai che puoi passare da un sistema di compilazione manuale del registro ad uno completamente digitale?

Richiedi la tua prova gratuita per 30 giorni compilando il form che trovi qui ed in breve potrai provare le potenzialità di ArSolution e scoprire che la gestione dei rifiuti può essere più semplice, economica e soprattutto affidabile.

Se hai necessità di maggiori chiarimenti o vuoi porre qualche domanda contattaci per richiedere una sessione di consulenza.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com