Delibera 5 Albo Nazionale Gestori Ambientali – requisiti e dotazioni minime per le categorie 1, 4 e 5

angaNell’attesa che la fine del 2016 porti con sé anche la proroga per l’entra in vigore ufficiale dell’operatività del SISTRI, approfittiamo di questi ultimi giorni per aggiornarvi sui criteri ed i requisiti necessari per l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

A partire da Novembre, le imprese che intendono iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 1, 4 e 5 dovranno prendere in considerazione la delibera 5 del 3 Novembre 2016 per verificare i requisiti minimi di dotazioni e personale.

Il documento quindi aggiorna ed in parte sostituisce le precedenti delibere fornendo dei nuovi schemi ai quali occorre fare riferimento prima di presentare istanza di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

La delibera si compone di 3 articoli e 6 allegati.

Allegato A: descrive i requisiti minimi per l’iscrizione nella categoria 1 Raccolta e trasporto di rifiuti urbani

Allegato B: Descrive i requisiti minimi per l’iscrizione nella categoria fornendo il calcolo per la dotazione minima dei veicoli e di personale

Allegato C: descrive i requisiti minimi per l’iscrizione nella categoria 1 nella sotto categoria Attività di spazzamento meccanizzato

L’allegato D si compone di più tabelle per permettere ad ogni impresa di verificare le dotazioni minime per le sottocategorie della categoria 1. Gli addetti ai lavori già sanno che si può procedere all’iscrizione in una o più delle sottocategorie della categoria 1 senza dover obbligatoriamente conseguire la categoria 1 completa.

Allegato D

La tabella D1 descrive i requisiti minimi per l’iscrizione nella sottocategoria dedicata alla raccolta differenziata, rifiuti ingombranti e raccolta multimateriale.

La tabella D2 descrive i requisiti minimi per l’iscrizione nella sottocategoria per l’attività esclusiva di raccolta differenziata e trasporto di alcune tipologie particolari di rifiuti urbani.

La tabella D3 descrive i requisiti minimi per l’iscrizione nella sottocategoria per la raccolta e trasporto di rifiuti urbani nelle aree portuali.

La tabella D4 descrive invece i requisiti minimi per la raccolta e trasporto di rifiuti vegetali provenienti da aree verdi.

La tabella D5 descrive i requisiti per l’iscrizione nella sottocategoria della categoria 1 per il trasporto di rifiuti urbani dagli impianti di stoccaggio/centri di raccolta ad impianti di recupero o smaltimento.

La tabella D6 fornisce i requisiti minimi per l’iscrizione nella sottocategoria della categoria 1 per la raccolta e trasporto di rifiuti giacenti sulle strade extraurbane e sulle autostrade.

La tabella D7 infine descrive i requisiti minimi per la raccolta e trasporto di rifiuti abbandonati sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua.

L’allegato E contiene al suo interno due tabelle E1 ed E2 dedicate alle dotazioni minime per l’iscrizione nelle categorie 4 e 5 e le dotazioni minime di veicoli e personale per l’iscrizione in entrambe le categorie con la stessa classe.

L’allegato F invece riporta lo schema del modello dell’attestazione di capacità finanziaria.

Potete scaricare qui la Delibera 5 Novembre 2016.

Ambiente&Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

 

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Trasporto rifiuti in categoria 2-bis – Perchè è importante essere autorizzati

logo_laForgiaOgni attività umana genera rifiuti. E’ un punto fermo e fondamentale che  non bisogna mai trascurare quando parliamo di gestione dei rifiuti o di punto di arrivo di tutti i nostri progetti che includano la riduzione della produzione dei rifiuti.

Se si parte da questo assunto appare chiaro che la riduzione della nostra impronta ambientale sul pianeta consiste, in gran parte, nel riuscire a produrre meno rifiuti o rifiuti altamente riciclabili. Ma non è solo questo, perché produrre meno rifiuti o produrne di riciclabili significa avere a disposizione anche degli impianti che siano in grado di trattarli, e facendo un ulteriore passo indietro, appare chiaro che in qualche maniera i rifiuti devono viaggiare dal luogo di produzione fino all’impianto. Questo “viaggio” rappresenta il cuore dell’articolo ossia il trasporto di rifiuti.

Il trasporto di rifiuti deve essere considerato in duplice chiave di lettura, da un lato abbiamo l’esigenza di ridurre al minimo le emissioni ed i percorsi al fine di tutelare l’ambiente che ci circonda, ma dall’altra dobbiamo considerare l’aspetto normativo che disciplina il trasporto.

 Questa è la fase che per alcuni versi risulta spesso critica, sottovalutata e che invece è esposta a numerosi controlli da parte degli organi di vigilanza.

Leggendo il Testo Unico Ambientale, il d.Lgs. 152/2006 con tutte le sue modificazioni accorse durante gli anni è facile comprendere come per il trasporto di rifiuti vi siano più modalità.

Tralasciando quelle che passano per il trasporto su gomma, rotaia, nave ed aereo, ciò su cui ci soffermeremo in questo articolo è una particolare modalità autorizzativa di trasporto.

Chi è già addentro alla tematica, saprà benissimo che sul mercato esistono operatori professionali che trasportano rifiuti. Affinché ciò sia possibile è necessario che essi siano autorizzati, innanzitutto con una licenza di trasporto merci la quale può essere di due tipi:

  • Trasporto di merci per conto di terzi;
  • Trasporto di merci in conto proprio.

La differenza tra l’una e l’altra è molto profonda, spesso incompresa o trascurata da chi opera sul mercato ma che pone una evidente linea di demarcazione sulle attività che possono essere svolte.

Prima di addentrarci nel merito di quello che è l’argomento principale di questo articolo, è bene spendere due parole su queste due licenze.

Se un’azienda di trasporto è in possesso di una licenza di trasporto di merci per conto di terzi essa fa del trasporto la propria attività economica, pertanto ciò comporta lucro e le destinazioni delle merci possono essere le più disparate. Trasferendo questo concetto nel settore dei rifiuti ciò vuol dire che un trasportatore in possesso di una tale licenza e di una autorizzazione in regime ordinario, ossia iscritta in categoria 1 e/o 4 e/o 5 presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, potrà trasportare i rifiuti prodotti da terzi presso un qualsiasi impianto di destinazione a condizione che il trasportatore e l’impianto siano autorizzati per il codice CER del rifiuto in oggetto.

Ciò non è valido invece quando parliamo di un trasportatore che è in possesso di una licenza di trasporto conto proprio. Tale licenza viene rilasciata unicamente per le merci e beni che fanno parte delle attività dell’oggetto sociale dell’impresa. Un’azienda con questo tipo di licenza potrà iscriversi comunque all’Albo Gestori Ambientali nelle categorie 4 e/o 5 e potrà trasportare rifiuti solo verso e da il proprio impianto di stoccaggio e/o trattamento. Ciò significa che l’Albo Gestori Ambientali nel rilasciare le  relative autorizzazioni terrà ben presenti quali sono i codici CER oggetto dell’impianto autorizzato di proprietà dell’azienda.

Fatta questa breve ma necessaria premessa, spesso sottovalutata anche dai produttori di rifiuti, il primo promemoria che dobbiamo segnalare ai suddetti produttori, ma anche ai trasportatori, è proprio quello di verificare sempre le autorizzazioni dei trasportatori e degli impianti di cui ci si avvale. Non è infatti inusuale che qualche trasportatore utilizzi una licenza conto proprio per il trasporto di rifiuti conto terzi. Chiaramente ciò non va bene in termini di concorrenza con aziende che hanno seguito l’intero iter per ottenere la licenza conto terzi, né da un punto di vista normativo.

 Fortunatamente i controlli su strada sono abbastanza frequenti per questo tipo di attività e gli illeciti vengono a galla. Ma per i produttori è importante effettuare questa verifica dato che è proprio in capo ad essi la responsabilità del controllo delle autorizzazioni dei propri fornitori.

Se non siete sicuri delle autorizzazioni dei trasportatori e degli impianti di cui vi avvalete, non esitate a contattare un consulente ambientale. Egli saprà indicarvi sempre la via giusta da percorrere ed eviterà che incorriate in sanzioni.

Addentriamoci ora nel vivo dell’argomento di questo articolo. Parleremo sempre di trasporto di rifiuti, ma faremo riferimento ad una particolare tipologia di autorizzazione che è possibile ottenere per agevolare il proprio lavoro.

Le aziende che operano sui cantieri o che fanno della propria attività principale la manutenzione e quindi operano spesso fuori dalla propria sede, al termine delle attività generalmente producono dei rifiuti.

Questi rifiuti, in quanto tali devono essere gestiti e sono soggetti alla disciplina generale del decreto legislativo n. 152/2006.

Per poter trasportare rifiuti è essenziale che l’azienda che ha prodotto i rifiuti sia in possesso delle autorizzazioni necessarie per poterlo fare, ed è in questo caso che ci viene incontro l’Albo Nazionale Gestori Ambientali con la categoria 2-bis, un tempo denominata “Light” o “semplificatissima”.

Questo particolare regime autorizzativo permette alle aziende che operano fuori sede di poter trasportare i propri rifiuti dal luogo di produzione presso un impianto di trattamento.

La richiesta di iscrizione in categoria 2-bis evita al produttore di rifiuti di incorrere in sanzioni per trasporto illecito di rifiuti. Capita spesso di confrontarsi con imprenditori che trasportano, inconsciamente, rifiuti dai cantieri presso i propri depositi esponendosi al rischio di sanzioni.

Proprio in questi giorni si assiste ad un susseguirsi di notizie di denunce ed arresti proprio per la gestione illecita di rifiuti, ed è quindi opportuno cercare di conoscere meglio le proprie attività lavorative e verificare se si sta operando correttamente o meno ed apportare le giuste correzioni.

Autorizzare la propria azienda in categoria 2-bis permette di mettersi al riparo da tutto ciò ed il tutto con una spesa minima.

Personalmente consiglio sempre di farla in quanto torna molto utile quando si vogliono trasportare i propri rifiuti presso un impianto di trattamento in completa tranquillità. Inoltre questa tipologia di autorizzazione permette anche di ottenere dei consistenti risparmi. Infatti laddove non si hanno mezzi autorizzati, si è costretti ad affidarsi a trasportatori terzi che vengano in cantiere e prendano in carico il rifiuto per trasportarlo presso l’impianto di trattamento. Ciò comporta spesso ritardi ed ovviamente costi aggiuntivi di trasporto che potrebbero essere ammortizzati dall’impresa.

Pertanto non c’è bisogno di spaventarsi quando si parla di rifiuti, sono gli scarti della nostra produzione e devono essere gestiti correttamente.

Nel momento in cui siamo certi che la nostra gestione è corretta e conforme alle normative vigenti, trasportare i propri rifiuti diviene una semplice attività accessoria alla normale operatività aziendale.

Per ottenere l’autorizzazione è necessario effettuare una richiesta formale di iscrizione alla sezione Regionale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. La richiesta prevede la compilazione di una serie di documenti formali che riguardano:

  • L’imprenditore;
  • L’impresa;
  • Gli automezzi che si intendono autorizzare;
  • I codici CER dei rifiuti che si intendono autorizzare.

Se per le prime due voci la documentazione è abbastanza standard e non diversa da qualsiasi altra richiesta fatta ad un ente pubblico per la richiesta di una qualsivoglia forma di autorizzazione, per le informazioni inerenti gli automezzi è necessario fornire i dati tecnici degli stessi. Infatti l’autorizzazione è ristretta agli automezzi idonei al trasporto di rifiuti.

Per quanto riguarda invece i codici CER da trasportare, dato che l’autorizzazione è concessa per il solo trasporto dei rifiuti prodotti dalle proprie attività, gli unici rifiuti che l’albo autorizza a trasportare sono quelli compatibili con l’oggetto sociale dell’impresa.

Ciò vuol dire che per un impresa di costruzioni edili, saranno concessi i codici CER riguardanti proprio la demolizione e costruzione, ossia quelli della famiglia 17.xx.yy, ma non quelli relativi alla selvicoltura, per fare un esempio, e viceversa, le aziende che svolgono attività di manutenzione giardini, non potranno ottenere ad esempio il trasporto di rifiuti elettrici ed elettronici perché non compatibili con l’oggetto sociale.

A differenza delle categorie ordinarie di iscrizione all’Albo, per la categoria 2-bis non è prevista la nomina di un Responsabile Tecnico e non sono richieste fidejussioni.

Ovviamente ci sono delle limitazioni.

Non è possibile ottenere l’autorizzazione al trasporto di tutti i codici CER dei rifiuti, come scrivevamo poc’anzi, e per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, è possibile trasportarli solo nella misura di 30 Kg/litri al giorno.

Certo la limitazione è molto stringente ma è anche conforme alle attività che le imprese che richiedono questo tipo di autorizzazione svolgono. Inoltre è necessaria per evitare che questo regime autorizzativo semplificato diventi una sorta di escamotage per il trasporto di rifiuti pericolosi.

Come sempre a causa delle nostre cattive abitudini, il legislatore ha dovuto elaborare delle forme di tutela per l’Uomo e l’Ambiente.

Sul fronte SISTRI, con le modifiche introdotte all’ormai imponente e debole comparto normativo di riferimento, le aziende che richiedono l’autorizzazione in categoria 2-bis per i rifiuti pericolosi, non sono obbligate ad iscriversi.

Di contro invece è sempre obbligatorio l’utilizzo dei formulari di identificazione rifiuti, per assicurare la completa tracciabilità dei rifiuti, siano essi pericolosi che non pericolosi.

Va ricordato che i formulari di identificazione rifiuti ,prima di poter essere utilizzati devono essere vidimati presso le camere di commercio.

Come tutte le autorizzazioni rilasciate dall’Albo Gestori Ambientali, anche questa è soggetta ad un diritto annuale di iscrizione, ma a differenza delle categorie ordinarie è molto basso e pari a 50,00 euro. Tale diritto va pagato entro il 30 aprile di ogni anno.

Le autorizzazioni ottenute hanno una validità di 10 anni e possono essere rinnovate presentando apposita documentazione.

A fronte di un costo di mantenimento annuale dell’iscrizione così basso, ritengo sia utile e necessario per le imprese esserne dotate per evitare sanzioni il cui importo è di gran lunga superiore.

E’ importante segnalare che l’Albo Gestori Ambientali provvede ogni anno a verificare, tramite gli attuali sistemi telematici, quali sono le aziende in regola con il pagamento dei diritti annuali, provvedendo alla sospensione d’ufficio dell’autorizzazione per le aziende inadempienti. L’autorizzazione ritorna ad essere vigente nel momento in cui l’imprese provvede al pagamento del diritto di iscrizione.

Siamo una società che vede ancora i rifiuti come qualcosa di sospetto da cui tenersi alla larga mentre sarebbe tempo di iniziare a rivoluzionare il nostro pensiero guardando i rifiuti come delle risorse che devono  essere introdotte nei cicli di riciclaggio.

Noi tutti abbiamo potuto assistere alle notizie di interramento di rifiuti, smaltimenti illeciti ecc.. se invece iniziassimo a conoscere meglio ciò che ci terrorizza probabilmente saremmo in grado di gestire correttamente tutte le nostre risorse senza arrecare più danno all’Ambiente e di conseguenza a noi stessi.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei Vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

Trasporto rifiuti – Albo Nazionale Gestori Ambientali

logo_laForgiaIl trasporto di rifiuti speciali ed urbani, siano essi pericolosi o non pericolosi, in conto proprio o in conto terzi, è soggetto a particolari procedure nel caso in cui vengano violate le prescrizioni autorizzative presenti nel provvedimenti rilasciato dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, o qualora si violino i dettami normativi del D.Lgs. 152/2006.

Nel presente articolo andremo ad indicare quali sono le cause di sospensione dell’autorizzazione, la cancellazione e le sanzioni previste dal nuovo regolamento dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Occorre tenerle sempre a mente durante lo svolgimento del quotidiano lavoro di trasporto rifiuti al fine di poter gestire correttamente li stessi.

Sospensione

L’efficacia dell’iscrizione all’Albo é sospesa dalle Sezioni regionali quando si verifichi uno dei seguenti casi:

  1. sia rilevata, anche su segnalazione degli organi preposti al controllo, l’inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nei provvedimenti d’iscrizione o nelle autorizzazioni regionali nonché nell’ipotesi di inosservanza dei requisiti e delle condizioni previste dalle procedure semplificate;
  2. venga accertata un’infrazione di particolare rilevanza alle leggi di protezione sociale e ad ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro, secondo criteri stabiliti dal Comitato nazionale;
  3. venga accertata l’inosservanza dell’obbligo di comunicazione alla Sezione di ogni fatto che implichi il mutamento dei requisiti per l’iscrizione all’Albo, ogni modifica della natura individuale dell’impresa o del tipo sociale o, più in generale, della struttura e della compagine aziendale che possa avere effetto sull’iscrizione, nonché ogni variazione dei dati anagrafici e delle specifiche tecniche;
  4. si verifichi a carico di uno dei soggetti di cui ai commi 1 e 4 dell’articolo 10 del D.M. 406/98, la pendenza, anche in fase di indagini preliminari, di un procedimento per uno dei reati di cui al comma 2, lettera f), del medesimo articolo 10 del D.M. 406/98;
  5. si ometta di pagare il diritto annuo nei termini previsti (30 aprile di ogni anno); tale sospensione permane fino a quando non venga effettuato il pagamento.

Prima dell’adozione del provvedimento di sospensione nei casi 1 e 3 la Sezione regionale può assegnare all’interessato un termine non superiore a 60 giorni per conformare l’attività ed i suoi effetti alla normativa vigente.

Con il provvedimento di sospensione la Sezione regionale assegna un termine, che non può comunque superare i 12 mesi, entro il quale l’impresa o l’ente iscritto deve conformare alla normativa vigente l’attività ed i sui effetti.
Le sospensioni e le cancellazioni dall’Albo sono applicate dalle Sezioni regionali previa contestazione degli addebiti all’iscritto, al quale é assegnato un termine di 30 giorni per presentare eventuali deduzioni. Tali provvedimenti disciplinari devono essere motivati e sono comunicati all’iscritto, alla Regione ed alla Provincia territorialmente competente, alla Camera di Commercio e al Comitato nazionale. Nel caso 5 la sospensione opera d’ufficio.

E’ importante osservare il punto 5, molto spesso ignorato da chi è in possesso di una autorizzazione al trasporto di rifiuti derivante dalle proprie attività (categoria 2-bis). L’esperienza professionale dimostra che notoriamente chi è in possesso di tale autorizzazione ha una percentuale più elevata di “dimenticarsi” di pagare il diritto annuale di iscrizione. Tale percentuale è aumentata da quando il pagamento è diventato obbligatoriamente telematico mediante l’accesso al portale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, e non viene più recapitato il bollettino personalizzato che fungeva da promemoria.

Cancellazione

Le imprese sono cancellate dall’Albo con provvedimento delle Sezioni regionali o provinciali quando:

  1. vengono a mancare uno o più i requisiti per l’iscrizione all’Albo (D.M. 406/98, articolo 10);
  2. vengono cancellate dal registro delle imprese;
  3. siano accertate reiterate gravi violazioni delle prescrizioni contenute o richiamate nei provvedimenti d’iscrizione o nelle autorizzazioni regionali nonché nell’ipotesi di inosservanza dei requisiti e delle condizioni previste dalle procedure semplificate;
  4. qualora l’impresa o l’ente, a seguito di provvedimento di sospensione emanato dalla Sezione, non provvede a conformare l’attività o i suoi effetti alla normativa vigente entro il termine individuato dalla Sezione medesima;

Le imprese sono cancellate dall’Albo su istanza dell’interessato a seguito di domanda di cancellazione da presentare, entro il 31 dicembre, che ha effetto per l’anno successivo.

Le sospensioni e le cancellazioni dall’Albo sono applicate dalle Sezioni regionali previa contestazione degli addebiti all’iscritto, al quale é assegnato un termine di 30 giorni per presentare eventuali deduzioni. Tali provvedimenti disciplinari devono essere motivati e sono comunicati all’iscritto, alla Regione ed alla Provincia territorialmente competente, alla Camera di Commercio e al Comitato nazionale.

Per le imprese dotate di licenza di trasporto per conto di terzi si ricorda che devono essere dapprima sempre rispettati i requisiti dell’albo conto terzi e poi quelli dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Purtroppo capita spesso di trovarsi di fronte ad imprese di trasporto che ignorano i dettami della disciplina trasporto pur rispettando i requisiti dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Sanzioni

Ignorate molto spesso dai trasportatori e viste più come una minaccia da parte dei loro tecnici e consulenti, anche le sanzioni hanno il loro peso e pertanto è necessario rispettare tutte le prescrizioni delle autorizzazioni ed il Testo Unico Ambientale in materia di trasporto rifiuti.

L’articolo 256 del D. lgs 152/2006 dispone che chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione è punito:

  • con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro (€ 2.600,00) a ventiseimila euro (€ 26.000,00) se si tratta di rifiuti non pericolosi;
  • con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro (€ 2.600,00) a ventiseimila euro (€ 26.000,00) se si tratta di rifiuti pericolosi.

Il trasporto di rifiuti è possibile solo se in possesso di una autorizzazione e come tale quest’ultima deve essere sempre rispettata. Alla disciplina trasporto, si ricorda che si affianca quella della tenuta delle scritture ambientali e quindi formulari di identificazione rifiuti e registro di carico e scarico, anch’essi disciplinati e sanzionati qualora non siano tenuti correttamente.

Ambiente & Rifiuti è a vostra disposizione per fornirvi consulenza tecnica in materia.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei Vs. rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com