AEE o non AEE…questo è il problema (e dal 15 Agosto che accade?)

RAEE, la rivoluzione è dietro l’angolo? Non proprio, scopriamo il perché insieme.

In questi ultimi mesi si sente parlare tanto di “Open Scope” per i RAEE. Ma cosa è di preciso? Perchè fa notizia?

In questo articolo vogliamo aiutarti a capirci qualcosa in più così da poter orientare la tua azienda e le tue decisioni nel modo corretto, adempiendo ai nuovi obblighi normativi che decoreranno dal 15 Agosto 2018.

Il riferimento normativo che occorre leggere è il D.Lgs. 49/2014 che abroga quasi completamente il D.Lgs. 151/2005 e disciplina il campo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e conseguentemente anche la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici ormai conosciuti ampiamente con l’acronimo RAEE.

A far data dal 15 Agosto 2018 entra in vigore il “campo aperto” (Open Scope) di applicazione del D.Lgs. 49/2014 come già previsto dalla direttiva 2012/19/UE.

Ci sarà un vera rivoluzione nel settore dei RAEE? Non proprio, ma è vero che alcune cose cambiano ed è bene essere informati ed aggiornati sull’argomento per trovarsi preparati.

Partiamo dai fondamentali. La definizione di Apparecchiature Elettrica ed elettronica non cambia rispetto a quanto già conosciamo.

AEE: Apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, trasferimento e misurazione di queste correnti e campi  e progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua.

RAEE: Rifiuti di apparecchiature elettrice o elettroniche che sono rifiuti ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 152/2006, inclusi tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsene.

Ciò che cambia realmente a partire dal 15 Agosto 2018 lo si evince nella relazione  COM(2017) 171 final del 18 Aprile 2017 nel riesame del campo di applicazione della direttiva 2012/19/UE sui RAEE: Le modifiche, apportate all’ambito di applicazione riguardano il passaggio dalle attuali 10 categorie dell’allegato 1 della nuova direttiva RAEE alle 6 nuove categorie dell’allegato III, che includono due categorie “aperte” relative alle apparecchiature di grandi e piccole dimensioni ed evidenzia che la nuova direttiva disciplina tutte le categorie di AEE che rientrano nell’ambito di applicazione della vecchia direttiva e che il fatto di “rendere aperto” l’ambito di applicazione dovrebbe permettere di eliminare  i problemi risultanti dalla diversa classificazione dei prodotti operata negli Stati membri.

Quindi che succede?

Per chi ha avuto modo di leggere integralmente il D.Lgs 49/2014 si sarà reso conto che vi erano degli allegati, i quali hanno una importanza rilevante nell’applicazione del decreto stesso. A partire dal 15  agosto 2018 l’allegato I del D.Lgs. 49/2014 che contiene le classiche dieci categorie di AEE ed una loro descrizione puntuale, viene sostituito dall’allegato III che ne contiene solo sei. Si riducono così le tipologie di AEE? Assolutamente no. Le sei categorie sono ora molto più generiche (open scope per l’appunto) come è possibile vedere:

Allegato III del D.Lgs. 49/2014

Categorie di AEE, rientranti nell’ambito di applicazione del presente decreto nel periodo indicato nell’articolo 2, comma 1 , lettera b).

  1. Apparecchiature per lo scambio di temperatura;
  2. Schermi, monitor ed apparecchiature dotate di schermi con una superficie superiore a 100 cmq;
  3. Lampade;
  4. Apparecchiature di grnadi dimensioni (con almeno una dimensione esterna superiore a 50 cm), compresi, ma non solo:
    1. Elettrodomestici;
    2. Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;
    3. Apparecchiature di consumo;
    4. Lampadari;
    5. Apparecchiature per riprodurre suoni o immagini;
    6. Apparecchiature musicali;
    7. Strumenti elettrici ed elettronici;
    8. Giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport;
    9. Dispositivi medici;
    10. Strumenti di monitoraggio e di controllo;
    11. Distributori automatici;

Apparecchiature per la generazione di corrente elettrica. Questa categoria non include le apparecchiature appartenenti alle categorie 1,2 e 3;

  1. Apparecchiature di piccole dimensioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm), compresi ma non solo:
    1. Apparecchiature di consumo;
    2. Lampadari;
    3. Apparecchiature per riprodurre suoni o immagini;
    4. Apparecchiature musicali;
    5. Strumenti elettrici ed elettronici;
    6. Giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport;
    7. Dispositivi medici;
    8. Strumenti di monitoraggio e di controllo;
    9. Distributori automatici;
    10. Apparecchiature per la generazione di corrente elettrica.

Questa categoria non include le apparecchiature appartenenti alle categorie 1,2,3 e 6.

 

  1. Piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm).

Come si può osservare l’elenco è più generico, rispetto al precedente, ed abbraccia la quasi totalità delle apparecchiature elettriche ed elettroniche in commercio. Ciò si traduce di conseguenza in un maggior numero di prodotti che potrebbero rientrare nell’ambito di applicazione del decreto. Tale conseguenza risolve un problema che spesso si presenta per il quale un produttore che non riusciva ad inquadrare un suo prodotto tra le AEE, secondo le definizioni dell’allegato oggi vigente, presenti nelle dieci categorie dell’allegato I, non faceva rientrare il suo prodotto tra le AEE che quindi veniva posto al di fuori del campo di applicazione del D.Lgs. 49/2014. Di conseguenza queste apparecchiature non rientravano nel circuito dei RAEE quando giungevano a fine vita (vero solo per alcuni aspetti della filiera).

Con il nuovo elenco il problema viene praticamente risolto in quanto ogni dispositivo che rispetta la definizione di AEE viene a trovarsi obbligatoriamente in una delle 6 categorie in quanto, se il prodotto non dovesse risultare compatibile con nessuna delle prime tre categorie potrà sicuramente rientrare in una delle ultime tre, facendo queste ultime riferimento in modo prescrittivo soltanto ai parametri dimensioni.

Da ciò ne discende che certamente ci sarà un incremento delle quantità i AEE immesse sul mercato e di conseguenza dei RAEE che verranno raccolti quando questi prodotti giungeranno a fine vita.

E’ questo il vero dato che ha fatto notizia, e le implicazioni sono notevoli in termini economici. Certo non assisteremo ad una rivoluzione del settore ma avremo dei dati di raccolta più precisi in quanto l’intero mondo dei RAEE sarà finalmente inquadrato.

Riprendiamo ora la definizione di RAEE per esaminare più da vicino un aspetto particolare.

RAEE: Rifiuti di apparecchiature elettrice o elettroniche che sono rifiuti ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 152/2006, inclusi tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto al momento in cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsene.

Stabilito che i RAEE sono rifiuti che rispondono a quanto riportato nell’articolo 183 comma 1 lettera a) del D.Lgs. 152/2006, si può osservare che la definizione racchiude anche:

  • I componenti
  • I sottoinsiemi
  • E materiali di consumo

Questi sono parte integrante del prodotto nel momento in cui esso diventa un rifiuto, anche se sono aggiunti successivamente e di altri produttori.

Il componente è una parte costituente del dispositivo che non può essere fisicamente diviso in parti più piccole senza perdere la sua particolare funzione. Tra i componenti rientrano quegli oggetti che, quando assemblati, permettono ad una AEE di lavorare correttamente. Sono esclusi dalla definizione quei componenti che sono immessi sul mercato per fabbricare o riparare apparecchiature elettriche ed elettroniche a meno che non abbiano una funzione indipendente.

 

 

 

 

 

 

Esempio: I cavi elettrici utilizzati per il cablaggio delle apparecchiature non sono AEE perché richiedono altri elementi per poter svolgere la loro funzione (occorrono dei connettori per poter trasferire la corrente).

Al contrario, rimanendo sul tema dei cavi elettrici, una prolunga è un AEE in quanto non necessità di altri componenti per svolgere la propria funzione.

L’argomento necessita ovviamente di un approfondimento maggiore, ed ancora di più questo ultimo aspetto che abbiamo appena accennato. Auspichiamo di riuscire a darvi prima del 15 Agosto 2018 alcuni dettagli in più in merito in quanto restano aperte ancora alcune tematiche che necessitano di una chiara indicazione al fine di evitare confusione.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

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Operativo il Registro Telematico dei Gas Fluorurati ad Effetto Serra

Gas_FluoruratiIn tema di controllo e tracciabilità, certificazioni ed accreditamento, difesa dell’ambiente e rispetto dell’aria che respiriamo, è infine diventato operativo il registro telematico dei Gas Fluorurati.

Il registro istituito per legge dal Decreto del Presidente della Repubblica del 27 Gennaio 2012 n. 43 e pubblicato sulla G.U.  dell’11 Febbraio 2013, obbliga talune tipologie di persone ed imprese ad iscriversi al suddetto registro telematico.

Il Registro si compone delle seguenti sezioni:

–          Sezione degli Organismi di certificazione e organismi di valutazione della conformità ed attestazione

–          Sezione delle persone e delle imprese certificate

–          Sezione delle persone e delle imprese in possesso di certificato

–        Sezione delle persone che hanno ottenuto l’attestato in base all’art. 9 comma 3

–          Sezione delle persone che non sono soggette ad obbligo di certificazione in base alle deroghe o esenzioni già previste agli articoli 11 e 12

–          Sezione delle persone e delle imprese che hanno ottenuto la certificazione in altro stato membro e che hanno trasmesso copia del certificato stesso ai sensi dell’art. 14.

Chi sono i soggetti obbligati all’iscrizione?

Entro 60 gg dalla istituzione del registro telematico si iscrivono le seguenti persone :

a)Persone che svolgono una o più delle seguenti attività su apparecchiature fisse di refrigerazion, condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono gas fluorurati ad effetto serra:

1) controllo delle perdite dalla applicazioni contenenti almeno 3 Kg di gas fluorurati ad effetto serra e dalle applicazioni contenenti almeno 6 Kg di gas fluorurati  ad effetto serra dotate di sistemi ermeticamente sigillati, etichettati come tali

2) recupero di gas fluorurati ad effetto serra

3) installazione

4) manutenzione o riparazione

b)Persone che svolgono una o più delle seguenti attività su impianti fissi di protezione antincendio che contengono gas fluorurati ad effetto serra:

1) controllo delle perdite dalle applicazioni contenenti almeno 3 Kg di gas fluorurati ad effetto serra;

2) recupero di gas fluorurati ad effetto serra, anche per quanto riguarda gli estintori;

3) installazione;

4) manutenzione o riparazione

c)Persone addette al recupero di gas fluorurati ad effetto serra dai commutatori ad alta tensione

d)Persone addette al recupero di solventi a base di gas fluorurati ad effetto serra dalle apparecchiature che li contengono;

e)Persone addette al recupero di gas fluorurati ad effetto serra degli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore, che rientrano nel campo d’applicazione della direttiva 2006/40/CE.

Entro 60 gg dall’istituzione del registro telematico si iscrivono le seguenti imprese:

f)Imprese che eseguono installazione, manutenzione o riparazione di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati ad effetto serra;

g)Installazione , manutenzione o riparazione di impianti fissi di protezione antincendio e di estintori contenenti gas fluorurati ad effetto serra;

h)Recupero di gas fluorurati ad effetto serra dai commutatori ad alta tensione;

i)Recupero di solventi a base di gas fluorurati ad effetto serra dalle apparecchiature che li contengono;

l)Recupero di gas fluorurati ad effetto serra dagli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli a motore.

I soggetti identificati dalle lettere a) b) c) d) devono conseguire la certificazione, a seguito di superamento di esame teorico pratico, che attesti le conoscenze e le competenze previste dai regolamenti Europei 303/2008, 304/2008 , 305/2008 , 306/2008.

I soggetti identificati dalla lettere e) devono invece ottenere un certificato, a seguito di idoneo corso di formazione basato sul Regolamento CE n. 307/2008

Le imprese identificate dalle lettere f) g) potranno svolgere l’attività di presa in consegna dei gas  fluorurati a effetto serra solo se in possesso del pertinente certificato.

L’istanza di iscrizione al registro telematico viene presentata alla Camera di Commercio competente. Solo a seguito di iscrizione al Registro Telematico sarà possibile conseguire i certificati necessari per poter operare con i gas fluorurati ad effetto serra, tali certificati sono rilasciati da Certificatori riconosciuti ed accreditati.

Seguendo il link è possibile scaricare il testo normativo

Dal seguenti link è possibile accedere al registro telematico Gas fluorurati ad effetto serra

Produttori AEE e finanziamento sistema di gestione RAEE

In uno dei precedenti articoli abbiamo accennato al sistema di finanziamento per la gestione dei RAEE, che come ricordiamo sono rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In questo articolo cercheremo di approfondire un attimo la questione andando ad individuare i soggetti che devono contribuire al finanziamento di tale gestione e come ciò deve avvenire.

Il D.Lgs. 151/2005 stabilisce una classificazione per i RAEE a seconda che essi derivino da nuclei domestici o da nuclei professionali dandone due definizioni:

RAEE domestici: sono rifiuti elettrici ed elettronici originati da nuclei domestici e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e per quantità a quelli originati da i nucei domestici

RAEE professionali: sono rifiuti elettrici ed elettronici prodotti da attività amministrative ed economiche, diversi da quelli domestici

Restando semplicemente fermi alle definizioni date dalla normativa, è difficile inquadrare quali siano realmente i RAEE domestici e quelli professionali. Certamente per esclusione è possibile dire che certamente tutti i RAEE prodotti all’interno delle nostre case come privati cittadini sono RAEE domestici, mentre per quelli professionali dobbiamo estendere la definizione anche per necessità legate alla contabilità delle aziende. E’ possibile infatti considerare RAEE professionali tutti i rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate ad attività amministrative ed economiche, la cui fornitura sia quantitativamente importante o le cui caratteristiche siano di uso esclusivamente professionale.

Ma la differenza tra RAEE domestici e RAEE professionali non è solo legata alla loro provenienza, ma anche al finanziamento per le operazioni di raccolta, trasporto e trattamento. Infatti per i RAEE professionali non è prevista l’applicazione di un eco-contributo su base preventiva, basato cioè sull’applicazione di un contributo al momento dell’immissione sul mercato, cosa che invece accade peri RAEE domestici. Il produttore dell’AEE sostiene dei costi solo nel momento in cui il cliente richiede il ritiro dell’AEE da smaltire, ossia quando esso diventa rifiuti.

I produttori di AEE, infatti per legge sono tenuti a finanziare le operazioni di raccolta, trasporto e trattamento dei prodotti da loro immessi sul mercato, e la normativa, il D.lgs. 151/2005 ed i successivi decreti attuativi, impongono ai produttori di AEE domestici di farlo aderendo ad uno dei sistemi collettivi. (in italia se ne contano ad oggi circa 15). Per i produttori di AEE professionali invece la normativa lascia libero il produttore di aderire ad un sistema collettivo versano periodicamente le quote richieste sulla base del numero di pezzi immessi sul mercato, o di organizzare su base individuale tale tipo di servizio.

Quindi se per i RAEE domestici è chiaro che i produttori, aderendo ad un sistema collettivo adempiono ai loro obblighi di legge (la procedura prevede l’iscrizione del produttore al registro AEE telematico previa iscrizione ad uno dei sistemi collettivi) per i RAEE professionali invece le cose sono leggermente diverse. Infatti il produttore di AEE professionali non è tenuto in tutti i casi a finanziare le operazioni di raccolta trasporto e trattamento.

La responsabilità per il fine vita delle apparecchiature professionali va così distinta, sulla base delle recenti normative (Decreto legge 30 dicembre 2009 n. 194 coneritito in legge 26 febbraio 2010 n. 25):

RAEE professionali storici: apparecchiatura immessa sul mercato prima del 31 Dicembre 2010, gli oneri si raccolta trasporto e trattamento sono a carico del soggetto detentore il RAEE professionale (tale soggetto è genericamente identificabile in un ente o impresa). La responsabilità finanziaria del produttore è prevista solo nel caso in cui, contestualmente alla vendita di una nuova AEE, egli ritiri un RAEE storico del medesimo tipo e funzione.

RAEE professionali nuovi: apparecchiatura immessa sul mercato dopo il 31 Dicembre 2010, gli oneri di raccolta trasporto e trattamento sono a carico del produttore. Quest’ultimo deve adempiere alle obbligazioni di legge individualmente o attraverso l’adesione ad un sistema collettivo

E’ inoltre necessario, per poter applicare queste due regole fare delle precisazioni in quanto non è sempre immediata, come già accennata, la distinzione tra RAEE domestico e professionale.

Alcune aziende sono definite produttrici esclusive di AEE professionali. Proviamo a considerare ad esmepio le apparecchiature elettro-medicali destinate ad uso strettamente medico oppure consideriamo i distributori automatici e cosi via. In questi casi è inderogabile la classificazione del RAEE come professionale.

In altri casi invece la questione diventa un tantino più spinosa, in quanto alcuni produttori definiti come produttori di AEE domestiche diventano saltuariamente produttori di AEE professionali quanto i loro prodotti vengono venduti in quantitativi importanti a utenti di tipo professionale. E quindi dobbiamo considerare la vendita di un intero parco computer destinato ad un’azienda ad esempio.

Infine dobbiamo considerare come RAEE professionali tutte le apparecchiature che rappresentano rimanenze di magazzino o resi di cui il produttore deve in qualche modo disfarsi. In questo caso tali RAEE entrano a far parte dei loro cespiti e come tali devono  seguire le procedure indicate dall’agenzia delle entrate per essere dismesse.

Abbiamo però tralasciato un quesito importante fondamentale per poter individuare i soggetti obbligati al finanziamento delle operazioni di raccolta, trasporto e trattamento dei RAEE, ossia chi sono i produttori di AEE?

Il D.Lgs. 151/2005 identifica in maniera chiara tali soggetti:

Produttore: chiunque, a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata, compresi i mezzi di comunicazione a distanza di cui aldecreto legislativo 22 maggio 1999 n. 185 e s.m.i.

– fabbrica o vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il suo marchio

– rivende con il proprio marchio apparecchiature  prodotte da altri fornitori. Il rivenditore non è considerato produttore se l’apparecchiatura reca il marchio del produttore

– importa o immette per primo, nel territorio nazione, apparecchiature eletriche ed elettroniche nell’ambito di un’attività professionale e ne opera la commercializzazione, anche mediante vendita a distanza

– non è considerato produttore chi fornisce finanziamenti esclusivamente sulla base o a norma di un accordo finanziario a meno che non agisca in qualità di produttore come specificato in precedenza

Le modalità con le quali i produttori devono adempiere agli obblighi di legge partono dal momento successivo all’iscrizione in camera di commercio. Da quel momento prima di immettere AEE sul mercato devono iscriversi al registro telematico AEE, fornire tutti i dati come richiesto dalla modulistica (ed una valida guida digitale messa a disposizione). Se le AEE sono domestiche, prima di iscriversi al registro telematico, dovranno aderire obbligatoriamente ad un sistema collettivo.