Rifiuti speciali ed urbani (I parte)

Nonostante si sia cercati di rimanere sul generale, anche questa rubrica deve in un certo qual modo focalizzare la propria attenzione sulle due principali tipologia di rifiuti che possiamo produrre:
– Rifiuti urbani
– Rifiuti speciali

Si è quindi pensato di fare una netta distinzione tra le due tipologie di rifiuti pubblicando due articoli distinti che diano almeno delle indicazioni generali su come comportarsi in presenza dell’uno o dell’altra.
Molti sanno, e chi non lo sa ancora ne verrà informato in questo momento, che dal 1° Gennaio 2013 sarà introdotta di fatto l’ecotassa che premierà i comuni virtuosi e “punirà” quelli più “pigroni”.

Fatta questa breve premessa, introduciamo l’argomento “Rifiuti Speciali”. Capita spesso di parlare con imprese ed industrie le quali ritengono di non produrre alcun rifiuto speciale, ma semplicemente dei rifiuti generici e che pertanto non abbiano alcuna responsabilità nella loro gestione.

Senza tirare in ballo normative e decreti, ai quali si rinvia, è giusto chiarire che il rifiuto si classifica in base alla loro provenienza o meglio in funzione dell’attività che lo ha generato.
– I rifiuti prodotti in ambito domestico, dalle attività di spazzamento delle strade sono da considerarsi come rifiuti urbani.
– I rifiuti prodotti invece da attività imprenditoriali come attività agricole, agro-industriali, attività di demolizione, costruzione, industriali, artigianali, commerciali, di servizio, di gestione rifiuti ed attività sanitarie, sono da considerarsi come rifiuti speciali.

Essendo questi ultimi diversi da quelli urbani, il più delle volte per composizione chimica e merceologica, è necessario che vengano gestiti nel pieno rispetto dell’ambiente e della normativa. Tale gestione avviene conformandosi alle disposizioni di legge ed avvalendosi di operatori specializzati del settore in possesso non solo delle capacità tecniche per operare con tali rifiuti ma anche delle dovute autorizzazioni rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali per quanto riguarda i trasporti e dalla provincia per quanto riguarda il trattamento degli stessi.

Ma quali sono le operazioni che il produttore del rifiuto, e quindi l’impresa deve compiere per poter gestire correttamente i propri rifiuti?
Analizziamoli brevemente:
– Caratterizzazione del rifiuto. Spetta al produttore operare la caratterizzazione dei rifiuti da esso prodotti. Essendo a conoscenza dei processi di produzione dei beni dai quali scaturiscono i rifiuti, solo il produttore è a conoscenza di particolari del processo produttivo che possono condurre alla corretta caratterizzazione del rifiuto.
– Individuazione del trasportatore dei rifiuti e del destinatario. Al produttore spetta non solo individuare queste due figure, ma anche assicurarsi che siano in regola con le autorizzazioni, che l’automezzo che procede al ritiro sia quello indicato sul formulario, e che l’impianto sia idoneo al ritiro e trattamento del suo rifiuto.
– Emissione del formulario. Pochi sono a conoscenza della responsabilità intrinseca della compilazione del formulario. Al produttore sono demandate le responsabilità circa la corretta compilazione dello stesso, apponendo poi la firma per assunzione delle responsabilità stesse.
– Accertarsi che il rifiuto sia giunto a destinazione. E’ obbligo del produttore del rifiuto accertarsi che il rifiuto sia giunto a destino, ed è un suo diritto e dovere richiedere al trasportatore la consegna della quarta copia del formulario che recherà l’accettazione del rifiuto stesso.
– Effettuare le dovute registrazioni sul registro di carico e scarico se rientra tra i soggetti obbligati.

La caratterizzazione del rifiuto è una operazione necessaria e di competenza del produttore del rifiuto il quale avendo a disposizione le conoscenze tecniche dei processi produttivi al seguito dei quali il rifiuto è stato prodotto, ed avendo in suo possesso le schede tecniche delle materie prime impiegate, è il soggetto più indicato, ed è anche quello individuato dalla normativa vigente, per attribuire il codice CER al rifiuto, identificandone eventuali caratteristiche di pericolo. Alla caratterizzazione di tipo merceologica deve essere affiancata anche l’analisi chimica che può determinare eventuali concentrazioni di talune sostanze che rendono pericoloso il rifiuto.

Ad oggi purtroppo moltissime imprese, ignare delle responsabilità affibbiate loro dalla normativa ambientale, si affidano “ciecamente” ai trasportatori ed agli impianti di trattamento rifiuti per queste operazioni. E’ bene sapere che in ogni caso la responsabilità ricade sempre sul produttore del rifiuto e che è quest’ultimo il soggetto sanzionabile amministrativamente e penalmente in caso di illecito. Pertanto è bene prendere coscienza delle proprie responsabilità ed affidarsi a consulenti esperti e capaci per svolgere queste operazioni ben tenendo presente che devono fare gli interessi del committente e non i propri durante tali operazioni.

Ma la caratterizzazione del rifiuto non è l’unica operazione importante che il produttore deve svolgere prima di disfarsi del proprio rifiuto. Una volta operata la caratterizzazione e conseguente classificazione, è necessario individuare anche l’impianto di recupero al quale il rifiuto sarà destinato, e solo laddove le operazioni di recupero non siano possibili, ci si avvale dello smaltimento in discarica.

Ma non solo, infatti individuato l’impianto di destinazione al quale il rifiuto sarà inviato si individuerà anche il trasportatore e si analizzeranno le autorizzazioni in possesso di entrambi i soggetti verificandone la conformità e la loro validità. Solo al termine di queste operazioni il rifiuto potrà finalmente viaggiare verso la sua destinazione abbandonando il sito produttivo.
Quando le operazioni di trasporto saranno concluse ed il rifiuto sarà stato consegnato all’impianto di destino, il produttore del rifiuto registrerà le operazioni sul registro di carico e scarico.
Solo a questo punto il produttore è sollevato da ogni responsabilità.

I rifiuti speciali sono molto spesso sottovalutati e gestiti in maniera impropria esponendo il produttore dei rifiuti e quindi l’impresa ed i suoi amministratori a pesanti sanzioni, sia di tipo amministrativo che penale.
Ciò che invece si ignora è che una corretta gestione dei rifiuti può trasformarsi in una risorsa per l’azienda in quanto sarebbe possibile valorizzare i propri rifiuti, tenere una contabilità degli stessi per successive analisi dei consumi, essere in regola con la legge e garantire la sicurezza dei propri luoghi di lavoro. Ciò che rappresenta una spesa oggi si trasforma in breve in un investimento che rende l’azienda migliore e più competitiva rispetto alle altre.

Voler essere un’azienda verde inizia anche da qui e non solo dall’installazione di pannelli fotovoltaici…
Nel prossimo articolo verrà affrontato il problema dei rifiuti urbani e della loro gestione.

Per ulteriori informazioni e consulenza: la.forgia.v@gmail.com
Ing. la Forgia Vito  –  Ambiente & Rifiuti  – http://www.ambienterifiuti.wordpress.com

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