SISTRI – Decreto 78/2016 – Nuovo regolamento ma…

sistriNel precedente articolo vi avevamo anticipato che avremmo dato una lettura più attenta al nuovo regolamento SISTRI per scoprire quali fossero le novità annidate tra le righe. In questo articolo affrontiamo i punti principali del regolamento che a breve entrerà in vigore.

Il SISTRI torna ancora una volta a far parlare di sé e lo fa con il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 78 del 30 Marzo 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Maggio 2016 n.120 .

Si attendeva da tanto l’arrivo di questo nuovo regolamento che avrebbe dovuto mettere ordine alla confusione che regna sovrana intorno al sistema informatico della tracciabilità dei rifiuti il cui fine, ricordiamo, è quello di contrastare i traffici illeciti dei rifiuti.

Appare chiaro ad oggi che la confusione sollevata proprio dal SISTRI, con le sue continue modifiche, non ha di fatto contrastato gli illeciti ma solo inasprito l’opinione che gli operatori del settore avevano nei confronti del sistema informatico.

Ma cosa ha introdotto di nuovo il regolamento? E cosa ha modificato di fatto rispetto a quanto c’è oggi in merito alla tracciabilità informatica dei rifiuti?

Spiace dover deludere le aspettative, ma di nuovo c’è veramente poco e le tante sospirate novità (eliminazione black box ecc..) sono tutte rinviate.

Vediamo brevemente i punti salienti della norma, la quale entrerà ufficialmente in vigore l’8 Giugno.

La norma ricalca per sommi capi quanto già conosciamo dei precedenti decreti e solo in alcuni punti introduce delle lievi novità.

Il delegato viene ridefinito come: il soggetto che, nell’ambito dell’organizzazione aziende, è eventualmente delegato dall’ente o impresa all’utilizzo del sistema.

E’ lecito chiedersi come mai sia stato introdotto il termine “eventualmente”. Se consideriamo il delegato quale soggetto munito di certificato per poter apporre la firma digitale sui documenti SISTRI e in virtù di questo chiaramente delegato dall’ente o impresa ad operare, come mai il legislatore ha sentito la necessità di rendere tutto ciò “eventuale”? Vuol dire forse che, prossimamente, potremmo non avere un delegato e che tutto ricada direttamente sull’amministratore o il legale rappresentante?

Per quanti si aspettavano la scomparsa, tanto sospirata, di dispositivi USB e black-box, purtroppo non è così in quanto già tra le nuove definizioni ritroviamo “dispositivo”: il dispositivo elettronico per l’accesso in sicurezza al SISTRI, di seguito, dispositivo USB, il dispositivo da installarsi sui veicoli di trasporto dei rifiuti avente la funzione di monitorare il percorso effettuato dal veicolo durante il trasporto, di seguito, dispositivo black-box, nonché il dispositivo USB per l’interoperabilità.

Come si evince il SISTRI rimarca la presenza del dispositivo USB nelle forme che già conosciamo nonché della presenza della black-box. Ciò fa presupporre che se in un prossimo futuro questi dispositivi dovessero essere effettivamente eliminati sarà necessario un ulteriore decreto (che si aggiunge alla sfilza di decreti correttivi già presenti).

Con l’articolo 2 del decreto viene annunciato dal Ministero che saranno necessari uno o più decreti che andranno a definire le procedure operative per:

  • L’accesso al SISTRI;
  • Inserimento e trasmissione dei dati;
  • Procedure particolari.

Ciò potrebbe far presagire che ci saranno delle modifiche sostanziali rispetto alle attuali procedure o forse che in vista del “restyling” funzionale del sistema le procedure potranno essere semplificate e rese maggiormente efficienti.

Maggiori chiarimenti sono invece arrivati sul fronte degli organi di controllo deputati a gestire i processi ed i flussi di informazioni contenuti nel SISTRI. L’Arma dei Carabinieri viene deputata ciò e con l’obiettivo di intensificare l’azione di contrasto alle attività illecite di gestione dei rifiuti, tutte le informazioni detenute dal SISTRI vengono rese disponibili ai fini dell’accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti.

Piccola novità sul fronte dei soggetti obbligati all’iscrizione al SISTRI. I soggetti che sono autorizzati, presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, in categoria 2-bis o 5 per il trasporto dei propri rifiuti pericolosi, sono obbligati ad aderire al SISTRI nella forma di trasportatori solo se sono già iscritti in qualità di produttori.

In questo caso quindi l’impresa sarà tenuta anche all’installazione della black-box sui mezzi autorizzati.

Un occhio di riguardo viene mantenuto sulla Campania che ha sempre avuto un capitolo dedicato nelle norme SISTRI. Con l’articolo 5 sono obbligati all’iscrizione al SISTRI:

  • I centri di raccolta comunali
  • I centri di raccolta intercomunali (autorizzati ai sensi del DM 8 Aprile 2008);

localizzati nel territorio della Campania.

Nulla cambia invece in merito alle attuali procedure di iscrizione, almeno fino a quando non dovessero essere apportate delle modifiche al sistema. Chi aderisce volontariamente al SISTRI potrà utilizzare il sistema di tracciabilità dei rifiuti digitale fino a quando lo riterrà opportuno. Ovviamente decidere di utilizzare il SISTRI per i rifiuti pericolosi e non pericolosi comporta il dover accettare l’intero sistema di gestione digitale e non solo una sua parte.

Per quanto riguarda i comuni, questi ultimi, indipendentemente dal numero di abitanti non iscrivono le unità locali con meno di dieci dipendenti. Se non ci sono unità locali con più di dieci dipendenti il comune è tenuto comunque ad iscriversi al SISTRI.

Confermato ancora una volta l’obolo che enti ed imprese pagano per il mantenimento in servizio del sistema SISTRI. Pertanto per chi avesse sperato che finalmente questa “nuova vecchia tassa” fosse stata abolita ci spiace ancora una volta dover infrangere ogni sogno.

Qualche novità compare in merito alla delega della gestione operativa che  a parere di chi scrive è un voler rendere nuovamente confusionaria la gestione dei rifiuti.

I soggetti, produttore e trasportatori di propri rifiuti, che aderiscono al SISTRI, possono delegare le associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale o società di diretta emanazione alla compilazione delle registrazioni SISTRI. Ovviamente la piena responsabilità di quanto viene registrato resta in capo all’impresa.

Queste società di servizi possono compilare l’area registro cronologico ogni 45 giorni e comunque prima che i rifiuti vengano movimentati. Una piccola nota a margine di questo articolo è d’obbligo: se l’obiettivo del SISTRI è quello di tracciare in tempo reale la gestione dei rifiuti e se tutti i soggetti che aderiscono al SISTRI hanno dei tempi molto stretti per la compilazione delle proprie aree di competenza, per quale motivo i soggetti che delegano alle associazioni di categoria possono avere a disposizione 45 giorni?

I soggetti che producono rifiuti in quantità non superiore a 200 Kg o 200 litri all’anno hanno un ulteriore semplificazione ossia possono compilare l’area registro cronologico con cadenza trimestrale, a condizione sempre che la compilazione avvenga prima che i rifiuti vengano movimentati.

Ritorniamo quindi alla domanda precedente e che in parte riprendere una domanda che da sempre pongo quando si parla di SISTRI. Perché impostare un sistema di tracciabilità dei rifiuti digitale in tempo reale e dare poi una serie di semplificazioni che potrebbero rendere vano il lavoro? Non è diverso dal voler tracciare i rifiuti pericolosi tralasciano però quelli prodotti dalle imprese con meno di 10 dipendenti.

Vere novità in questo decreto, come si può osservare, non ce ne sono, semplicemente si è ricalcata la struttura del SISTRI attualmente esistente cercando di darne una ripulita, visti i numerosi decreti correttivi che sono intervenuti nel tempo, e si è rinviato il tutto a nuovi decreti attuativi che avranno quindi il compito di costruire le parti mancanti di questa impalcatura e, molto probabilmente, demolirne altre.

Auspichiamo che i decreti attuativi non debbano contraddirsi e correggere volta per volta.

Personalmente ritengo che sarebbe stato più opportuno realizzare un Testo Unico del SISTRI finalmente completo piuttosto che elargire queste briciole solo per dare la parvenza di una certa vitalità in un sistema che è clinicamente morto e sul quale ci si accanisce nel volerlo tener vivo in attesa che resusciti sotto altra forma.

Allo stesso tempo auspichiamo che la nuova forma del SISTRI sia più concreta ed affidabile dell’attuale.

Resta valido l’invito per tutti gli operatori di scaricare il testo del decreto e leggerlo così da poter essere aggiornati su quanto cambierà a partire dal prossimo 8 giugno.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei Vs rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

 

 

 

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5 pensieri su “SISTRI – Decreto 78/2016 – Nuovo regolamento ma…

  1. Buongiorno,
    con riferimento al passaggio presente sul suo articolo qui di seguito riportato: “Piccola novità sul fronte dei soggetti obbligati all’iscrizione al SISTRI. I soggetti che sono autorizzati, presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, in categoria 2-bis o 5 per il trasporto dei propri rifiuti pericolosi, sono obbligati ad aderire al SISTRI nella forma di trasportatori solo se sono già iscritti in qualità di produttori…” io ho interpretato questo passaggio, presente nell’art. 4 del DM, come riguardante SOLAMENTE CHI E’ ISCRITTO ALLA Cat. 2_bis e NON ANCHE a chi sia iscritto in cat. 5 e non sia il “produttore” del rifiuto pericoloso.

    Mi farebbe piacere una sua ulteriore opinione, in merito.

    Distinti saluti

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    • Gent.mo,

      in merito alla categoria 5 che, ricordo, abilita i trasportatori al trasporto di rifiuti speciali pericolosi, vi è la possibilità che sia i trasportatori conto terzi che quelli dotati licenza al trasporto conto proprio possano accedervi (essendo stata abolita la categoria 3).
      Stando a quanto riportato nel decreto all’art. 4 comma 2 lett. a) si iscrivono al sistri tutti i trasportatori iscritti in categoria 5 (dotati di licenza conto terzi). Per quelli dotati di licenza conto proprio la norma stabilisce che: …omissis…nonché le imprese e gli enti che trasportano i rifiuti pericolosi da loro stessi prodotti iscritti all’albo nazionale gestori ambientali in categoria 5. Quindi sembrerebbe, salvo ovviamente correzioni da parte del legislatore, che qualora il trasportatore dotato di licenza conto proprio sia iscritto in categoria 5, quest’ultimo sia obbligato all’iscrizione al SISTRI solo se produttore del rifiuto.
      Quindi il discriminante è rappresentato in questo caso dalla tipologia di licenza al trasporto di cui è dotato il trasportatore.

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      • Grazie per il cortese riscontro.

        Come sempre, norme contorte e poco chiare (volutamente?)…

        Viene sempre lasciato ai consulenti l’onere (ed il rischio) di interpretare la volontà del legislatore.

        Il passaggio che ha ingenerato in me dubbi è legato al fatto che un “produttore” di speciali pericolosi, per trasportarli, possa essere iscritto in cat. 5 (“conto terzi”) e non (molto più semplicemente) alla 2_bis.

        Rileggendo il suo commento, concordo in pieno con l’interpretazione da lei fornita (sperando, chiaramente, che sia la stessa degli organi di controllo…).

        Buon proseguimento di giornata.

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      • Il problema della categoria 5 è che molto spesso ci si dimentica del fatto che la categoria 3 è stata abolita portando di fatto tutti coloro che hanno un impianto di recupero/smaltimento ed una logistica propria ma con licenza in conto proprio nella categoria 5. Ciò genera confusione anche nel produttore del rifiuto che deve conferire i propri rifiuti ad un trasportatore e che spesso non si accorge del fattoche la licenza conto proprio vincola il trasportatore a prelevare i rifiuti dal sito di produzione e portarli nel proprio impianto.
        Questa è la casistica più ampia.
        Alcuni produttori possono poi avvalersi della categoria 5 per il trasporto dei propri rifiuti pericolosi ma sono sempre perlopiù impianti i quali hanno la necessità di trasportare ciò che producono nei propri impianti presso altri impianti più specializzati per recupero/smaltimento.
        Ad ogni modo la norma è fresca e dovremo attendere i primi riscontri sul territorio per verificare cosa interpretino gli organi di controllo.
        Buona giornata anche a lei.

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  2. Con questo decreto ci sono tutti i presupposti per avere una regolamentazione efficace per i rifiuti. Tasto dolente per alcune regioni, si pensi al sud in cui l’emergenza diveta quasi la regola. Proprio in merito alle organizzazioni che spesso sono poco trasparenti, secondo voi sono davvero efficaci? 🙂

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