SISTRI – la storia infinita e l’ennesima beffa

imagesSISTRI…un progetto partito con le migliori intenzioni ma trasformato in un carrozzone ironico e beffardo nei confronti delle imprese. Questa potrebbe essere l’attuale definizione del SISTRI per come stanno le cose oggi.

Chi segue la vicenda SISTRI probabilmente sa già di cosa stiamo per parlare ed avrà già smaltito parte della rabbia per le ultime notizie trapelate in merito al Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti tutto “italiano”.

Nel mio primo articolo sul SISTRI, apparso nel Settembre del 2011 quando il blog è nato, da una breve ricerca emerse che il termine SISTRI non fosse del tutto nuovo ma già abbondantemente utilizzato nell’antico Egitto per descrivere uno strumento sacro alla dea Iside. La cosa interessante di questo strumento è quello di avere un  un suono che resta comunque – come in molti altri analoghi strumenti a sonagli – indeterminato, e cioè senza una precisa connotazione tonale.

Probabilmente mai fu più vicina alla realtà questa definizione dato che ad oggi il SISTRI continua ad avere una vita strana, non definita, e quindi senza una precisa connotazione nel proprio ambito.

Era forse questa l’intenzione iniziale di chi ha creato l’abominio informatico? Ai posteri l’ardua sentenza ovviamente.

Questa breve premessa, a tratti ironica, era necessaria per poter commentare la notizia di questi giorni secondo la quale nel decreto milleproroghe verrà inserita l’ennesima proroga per il SISTRI. Proroga si, ma solo delle sanzioni inerenti l’operatività, dato che i contributi sono ancora obbligatori e quindi per le aziende resta ancora viva la spada di Damocle sulle loro teste.

Il contributo annuale, come sempre, andrà versato entro il 30 Aprile del 2016, probabilmente accedendo tramite l’applicativo SISTRI (sempre se la procedura non verrà variata).

La proroga sembra essere necessaria, secondo quanto detto dal Ministero dell’Ambiente, per completare la procedura di affidamento del servizio di tracciabilità dei rifiuti al nuovo concessionario.

Dunque nella realtà le cose non dovrebbero cambiare, il doppio regime dovrebbe rimanere in vigore, l’obbligo di iscrizione e del pagamento del contributo per i soggetti obbligati dovrebbe rimanere vigente e dovrebbero essere sospese le sanzioni relative alla gestione operativa del SISTRI.

Quindi riassumendo, le imprese soggette al SISTRI sono obbligate ad utilizzare il SISTRI, non saranno sanzionate se la gestione non è corretta e dovrebbero rimanere vigenti le sanzioni relative alla vera e propria tracciabilità dei rifiuti ossia il registro di carico e scarico ed i formulari di identificazione dei rifiuti, senza poi dimenticarci del MUD al 30 Aprile.

Che dire? Nulla di nuovo sotto al sole, tutto così come avevamo previsto a suo tempo. Possiamo affermare che per il Ministero questa è stata l’ennesima occasione sprecata per dimostrare di voler veramente far partire un sistema funzionante per la tracciabilità dei rifiuti?

Personalmente, sarà perché con i rifiuti tutti i giorni ci lavoro, sarà perché sono ancora un’ottimista, ritengo che per tracciare i rifiuti con le moderne tecnologie a nostra disposizione (ed in alcuni casi anche economiche), tracciare i rifiuti richiede meno impegno, meno confusione e meno dispendio economico di quanto è stato dimostrato finora.

Ma io sono un’ottimista, sono ancora troppo giovane ed alcune dinamiche probabilmente mi sfuggono…

A vostra disposizione per ogni chiarimento in attesa che il decreto venga pubblicato.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

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