SISTRI – approvazione della risoluzione 8-00119

sistriGiugno, il solstizio d’estate è già passato mentre questo articolo viene redatto, ma è recente l’approvazione della risoluzione 8-00119 inerente il SISTRI. Pertanto anche se l’estate è pronta ad invadere le nostre case e le nostre menti sono già proiettate alle vacanze estive ed alla calura in arrivo è tempo di riprendere a parlare del nostro tanto amato quanto odiato e quanto discusso SISTRI.

In questo articolo andremo ad esaminare ciò che è stato approvato nella risoluzione il cui testo, a parere di chi scrive, non aggiunge assolutamente nulla di nuovo a quanto già sapevamo in merito a questo fallace sistema informatico che il Ministero dell’Ambiente si rifiuta di far decadere in tempi di crisi e di ristrettezze economiche come questo.

La nuova formulazione approvata dalla commissione si apre con una vecchia notizia:  grazie all’approvazione della legge n. 116 del 11 Agosto 2014, entro 60 gg dalla sua entrata in vigore (25 Giugno 2014), il sistema SISTRI viene semplificato con l’applicazione dell’interoperabilità e la sostituzione dei dispositivi token usb, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Di semplificazioni traccia non v’è stata e di sostituzione dei token USB se ne è soltanto parlato.

Vediamo le novità più recenti. Entro il 30 Giugno 2015 il ministero dell’ambiente avvia le procedure per l’affidamento della concessione del servizio nel rispetto dei criteri  … (omissis) nonché dei principi di economicità, semplificazione, interoperabilità tra sistemi informatici e costante aggiornamento tecnologico. Parole altisonanti che dovremo vedere quanto saranno aderenti alla realtà dei fatti. Al tempo in cui l’articolo viene redatto quella data è passata da poco ed il Bando di Gara effettivamente esiste.

Bando di gara Consip

In merito proprio all’affidamento, è recente al momento in cui questo articolo viene scritto, la pubblicazione del bando di gara Consip per l’affidamento per 5 anni del servizio di tracciamento di rifiuti. La gara si svolgerà sostanzialmente in due fasi, la prima di pre-qualifica ed una seconda nella quale ai concorrenti qualificati sarà inviato un invito. Il valore del bando di gara ammonta a circa 260 milioni di euro, da aggiungere quindi a tutti quelli già spesi per la prima formulazione del sistema SISTRI e di tutti i contributi versati dalle imprese coinvolte.

Per il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti questo rappresenta un punto di svolta ed un nuovo inizio per la soap-opera del SISTRI. Certamente riuscire a creare un sistema informatico efficiente di tracciamento dei rifiuti potrebbe essere un buon punto di arrivo ma occorre vedere se realmente i tempi prospettati per la realizzazione ed il conseguente test sugli operatori del settore (auspicato) siano effettivamente rispettati. Ovviamente a seguito della realizzazione di questo SISTRI 2.0 seguirà l’applicazione delle sanzioni per il suo mancato utilizzo che ricordiamo ad oggi sono sospese fino al 31 Dicembre 2015.

Tutto ciò significa quindi che al Ministero dell’Ambiente ci si aspetta nell’arco di 6 mesi la realizzazione di un nuovo software, più efficiente e snello di quello attualmente presente. A questi sei mesi però dovremmo decurtare i tempi di svolgimento della gara e dovremo sperare che l’aggiudicatario abbia già iniziato a lavorare sul progetto, per non essere già in ritardo sulla tabella di marcia. Personalmente ritengo quindi il tempo a disposizione molto limitato per poter procedere con la realizzazione di un progetto di queste dimensioni, ma non sono un progettista software e potrei quindi anche sbagliarmi.

Il tempo sarà giudice di questo mio commento…

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste il bando di gara: la procedura è ristretta, a lotto unico con l’obiettivo di garantire al mercato la possibilità di definire gli adeguati raggruppamenti di imprese per la gestione dei servizi richiesti, ed il valore stimato di 260 milioni di euro sono validi per l’intera durata del contratto, 5 anni, più ulteriori 24 mesi opzionali.

La gara prevede che vengano affidati in concessione una serie di servizi operativi, quali:

  • Gestione informatizzata dei registri di carico e scarico (solo per i rifiuti pericolosi? Entrambi? Tutti i soggetti obbligati o solo una parte?) per i produttori e smaltitori (qualcuno deve aver dimenticato che anche i trasportatori hanno l’obbligo di un registro di carico e scarico ed idem dicasi per gli intermediari senza detenzione);
  • Gestione informatizzata delle schede di movimentazione (ex formulari di identificazione rifiuti)
  • Registrazione dei percorsi in modalità offline;
  • Generazione automatica del MUD (ma se il SISTRI 2.0 continuerà a non essere un gestionale allora gli operatori del settore dovranno comunque inserire manualmente una serie di dati relativi alle operazioni di recupero/smaltimento dei rifiuti);
  • Gestione dei contributi attraverso il monitoraggio e la riconciliazione dei flussi finanziari relativi al versamento delle quote annuali di iscrizione dei soggetti iscritti al Sistema (volendo tradurre, le imprese continueranno a pagare);
  • Le azioni finalizzate all’ampliamento dell’adesione al servizio da parte dei soggetti facoltizzati (questo risponde alla prima domanda, ossia che il sistema partirà nuovamente con delle eccezioni).

Chi avrà la fortuna/sfortuna di vincere la gara dovrà prendere in carico l’attuale sistema SISTRI e procedere con lo sviluppo del nuovo sistema informatico.

Commenti sul testo approvato dalla commissione

Il testo approvato dalla commissione, che invito tutti i lettori a leggere, contiene in sé una sorta di riepilogo di quanto è stato detto e fatto nel corso di questo ultimo anno nei confronti del SISTRI. Si parla della famigerata commissione che avrebbe dovuto collaudare il sistema e che ha dato un esito positivo (molto discutibile) nell’ambito della conformità del sistema a quanto era stato progettato inizialmente. Si è finalmente preso atto della vetustà del sistema dal punto di vista tecnologico e delle procedure che lo caratterizzano. Volendo sintetizzare senza annoiare il lettore:

  • Sistema tecnologicamente antiquato;
  • Farraginosità nell’utilizzo delle procedure poco allineate alla normativa vigente;
  • Quadro poco chiaro relativo alle procedure da utilizzare nell’esecuzione di qualsiasi operazione;
  • Mancata competenza da parte del call center, ed aggiungerei anche un pizzico di arroganza da parte di taluni operatori che ricordiamo sono stipendiati per dare supporto agli utenti nell’utilizzo di un sistema informatico di poca e dubbia utilità e che nulla aggiunge ad oggi alla corretta gestione dei rifiuti, e che quindi sono deputati al dare informazioni chiare e corrette all’utente possibilmente in maniera cortese e non come se stessero facendo un favore nel rispondere al telefono;
  • Mancata formazione degli operatori del call center in merito alla normativa rifiuti. Non sono pochi difatti gli utenti che hanno dovuto effettuare più telefonate al call center parlando con più operatori e decidere poi quale fosse la risposta più consona al proprio problema (in pratica è come giocare al superenalotto);
  • Mancata utilità del sistema SISTRI nell’attuale gestione dei rifiuti. E’ infatti noto che l’utilizzo del SISTRI non fornisce alcun valore aggiunto nel contrasto delle ecomafie e della tracciabilità dei rifiuti ma sta sortendo invece l’effetto contrario ossia quello di complicare ciò che era semplice ovvero l’utilizzo di un registro di carico e scarico e di un formulario di identificazione rifiuti.
  • Inutilità dell’utilizzo di black-box, token usb per una gestione che potrebbe essere fatta con sistemi più semplici. Non sono pochi gli utenti che lamentano la profusione di codici da inserire per poter effettuare l’accesso al SISTRI ( e ricordiamo che per accedere al proprio conto online i codici richiesti sono di gran lunga inferiori ma i dati contenuti di maggior valore);
  • La tracciabilità in tempo reale è sostanzialmente un miraggio;
  • Aggravio di costi in capo alle imprese. Basti pensare ai contributi annuali obbligatori da versare, alle integrazioni che devono essere fatte ogni qual volta si aggiunge un mezzo alla propria autorizzazione, al tempo che ogni operatore perde per poter produrre la documentazione che deve accompagnare un rifiuto pericoloso e del tempo che gli altri operatori perdono per poter effettuare le registrazioni di legge (ricordiamo che il tempo è denaro per un’impresa);

Personalmente ritengo di aver sviscerato l’argomento dei contro – SISTRI già ampiamente in tutti gli articoli che sono stati pubblicati sul blog: www.ambienterifiuti.wordpress.com durante questi anni, e si invita il lettore a volerli leggere per avere una panoramica più ampia di quali siano le problematiche. Con ciò non voglio affermare che l’idea del SISTRI sia da buttare. Anzi ribadisco sempre che l’idea dalla quale nasce il SISTRI è nobile ed utile al fine di poter tracciare e gestire i rifiuti.

Si ritiene utile soffermare l’attenzione su quanto detto dal Ministro Galletti in data 9 Aprile 2014 dato che il suo commento è stato citato nel testo in esame:

« Si va avanti, bisogna assolutamente farlo perché è indispensabile, perché quello che abbiamo visto accadere nella Terra dei Fuochi non deve più accadere », aggiungendo che « bisogna che questo sistema non crei danni agli imprenditori. Noi abbiamo un sistema che nasce vecchio, perché questo contratto risale a tanti anni fa. La tecnologia è andata avanti, il diritto amministrativo è andato avanti e ha bisogno di un aggiornamento. Stiamo lavorando su questo e vediamo il risultato che riusciamo ad ottenere, perché abbiamo un contratto fatto Mercoledì 17 giugno 2015 — 72 — Commissione VIII e la pubblica amministrazione i contratti deve rispettarli fino in fondo »

Ci permettiamo di fare un elogio in merito all’aver preso coscienza di quanto il sistema sia vecchio e di quanto la normativa ambientale sia andata avanti nel frattempo, ma è utile anche una critica costruttiva in quanto il problema della terra dei fuochi non sarebbe stato evitato grazie al famigerato SISTRI. Ciò che credo i politici non abbiano voglia di comprendere è la semplicità dei fatti:

Se c’è un soggetto che intende far viaggiare illecitamente i propri rifiuti per poi sotterrarli da qualche parte, qualcuno crede seriamente che il trasporto dal produttore alla cava in cui verrà seppellito il rifiuto avverrà con la scheda SISTRI? Che l’automezzo impiegato sarà iscritto al SISTRI? La risposta è ovviamente no, e da ciò ne discende che in realtà per prevenire questi eventi sarebbe necessario invece formare ed addestrare più agenti per svolgere i controlli su strada, nei siti, presso i produttori di rifiuti ,presso gli impianti. Se una parte dei contributi versati al SISTRI fossero devoluti per la formazione degli organi di controllo, ritengo che le imprese sarebbero meno contrarie al SISTRI o perlomeno saprebbero che non tutti i soldi versati vengano destinati al pozzo senza fondo che il SISTRI oggi rappresenta. Invece si continua a pensare che sia sufficiente un sistema informatico dove le imprese diligenti (perché solo queste ad oggi sono iscritte) si iscrivono e compilano la loro scheda SISTRI per aver contrastato le eco-mafie… Personalmente avrei qualche dubbio in merito.

Poniamo ora l’attenzione sull’attuale sistema di gestione dei rifiuti costituito da formulari di identificazione rifiuti e registro di carico e scarico e vediamo da cosa scaturisce questa necessità di avere il SISTRI a tutti i costi. Cosa c’è che non va nell’attuale sistema?

  • Sicuramente manca una comunicazione in tempo reale alle forze dell’ordine, dato che occorre aspettare la presentazione del MUD con le sue regole, che di anno in anno cambiano mandando in confusione chi lo compila, e che lascia sempre nel dubbio gli operatori riguardo l’effettivo controllo.
  • Essendo un sistema cartaceo manca della rapidità nella sua compilazione e consultazione, ed ancora, la comunicazione a tutti i soggetti coinvolti del peso riscontrato a destino richiede del tempo. Grazie però all’avvento degli scanner e della posta elettronica, le imprese in autonomia, fanno oggi viaggiare le informazioni in tempo quasi reale e tutto ciò senza che un decreto fosse stato emanato, e soprattutto che i costi fossero incrementati.
  • Non dimentichiamo che nel frattempo sono stati prodotti dei software, che permettono alle imprese che devono registrare molti movimenti di carico e scarico rifiuti di informatizzare queste operazioni rendendole più veloci e snelle. Inoltre gli attuali software permettono un controllo rapido della movimentazioni, delle giacenze e di tutto ciò che riguarda i rifiuti (il SISTRI questo non lo fa perché si ostina a dichiararsi un Non Gestionale).
  • I mezzi non sono tracciati in tempo reale. Questo problema le imprese lo stanno risolvendo installando sistemi di monitoraggio dei mezzi in tempo reale. Certo i dati sono di proprietà dell’impresa di trasporto ma nulla vieta che possano essere forniti alle forze dell’ordine per dimostrare quali viaggi abbia compiuto il proprio mezzo. I sistemi di rilevazione satellitare sono però all’avanguardia, di piccolo ingombro e con costi ridottissimi

Alla luce di ciò cosa c’è che non va nell’attuale sistema di gestione dei rifiuti che farebbe prediligere il SISTRI? Forse il versamento di un contributo annuale? Forse la presenza di black-box che azzerano le batterie gli automezzi e che costano alle imprese in fase di installazione? Forse la presenza di numerosi codici di accesso per arrivare alle movimentazioni che molto spesso rappresentano un rebus per chi non ha molta dimestichezza con i sistemi informatici e con le logiche contorte di chi ha creato il SISTRI?

In tutta onestà non vedo perché non sarebbe stato più semplice informatizzare ciò che oggi abbiamo con l’implementazione di una piattaforma web ministeriale, collegata in tempo reale con le forze dell’ordine, sulla quale caricare tutti i movimenti relativi alla gestione dei rifiuti, ed il tutto senza numerose ed astruse password, token, ecc… Ciò avrebbe permesso ad ogni software house di interfacciarsi semplicemente, tutti i rifiuti (pericolosi e non pericolosi) sarebbero stati tracciati con un unico schema logico, e non ci sarebbero stati ulteriori costi per le imprese.

E’ tutto qui? Facciamo il punto sulle eccezioni. Personalmente ritengo sia la più grande falla di questo sistema. Vogliamo tracciare i rifiuti? Tracciamoli tutti quanti. Che senso ha far viaggiare i rifiuti pericolosi con un sistema e quelli non pericolosi con un altro? Perché aggravare le aziende con due gestioni separate? E poi perché mai tracciare solo una parte dei rifiuti pericolosi escludendo le imprese sotto i 10 dipendenti? Forse i loro rifiuti pericolosi sono meno pericolosi dell’azienda con 11 dipendenti? Non sarebbe stato forse più utile tracciarli tutti? O magari utilizzare un criterio quantitativo di rifiuti pericolosi? O scegliere una rosa di rifiuti pericolosi da escludere?

Appare chiaro che chi vuole imporre alle imprese del settore il sistema di lavoro di fatto non ha alcuna coscienza di quale sia il lavoro che queste imprese svolgono.

Auspichiamo che chi dovrà dettare le nuove regole lo faccia ascoltando le imprese del settore, che si dia ascolto alle proposte di R.et.E Imprese Italia che ha elaborato e presentano il 25 Marzo 2015 proposte per un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che siano in grado di conciliare la necessità di controlli rigorosi con la necessità di non gravare con oneri inutili sulle imprese.

Ancora una volta ribadisco che la soluzione per la tracciabilità dei rifiuti potrebbe essere semplice ed invece come sempre nel nostro paese si scelgono le vie più contorte, con la conclusione che non si raggiunge il risultato sperato…qualora lo si raggiunga.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

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