Batterie agli ioni di litio, tanti utilizzi ma come si riciclano?

1100-1101-Lithium-Ion-Batteries-BL-5C-I più accorti sapranno che quasi tutti i nostri dispositivi elettrici ed elettronici funzionano con una sorgente di energia concretizzata nelle batterie agli ioni di litio. Negli ultimi anni, il loro utilizzo è praticamente decuplicato in quanto sono più affidabili delle vecchie batterie e  non presentano il problema dell’effetto memoria. Il problema che però dovremmo porci è cosa accade quando giungono a fine vita.

Come quasi tutti gli utilizzatori sapranno, le batterie agli ioni di litio hanno una vita media di circa un paio di anni prima che la loro carica inizi a scemare e diventino praticamente inutili. Cosa farne dopo? Sicuramente occorre prestare attenzione a non gettarle nella raccolta indifferenziata, ma ad avviarle nei contenitori corretti per poter essere poi avviati a recupero.

Ma il recupero si effettua in Italia? Attualmente non esistono nel nostro paese impianti di trattamento in grado di recuperare questi rifiuti che sono caratterizzati dall’essere estremamente infiammabili e dall’essere in grado di reagire violentemente se posta a contatto con l’acqua in quanto sviluppano ossigeno ed idrogeno. Ovviamente le batterie al litio che abbiamo a disposizione tutti i giorni sono complete di un involucro che impediscono loro di incendiarsi spontaneamente ma se avviate alla discarica o a smaltimento in maniera scorretta nulla vieta che l’involucro possa rovinarsi avvelenando la falda ed il terreno circostante.

Si stima che l’Unione Europea (UE) produca circa 160.000 tonnellate di batterie esaurite ogni anno e se queste non vengono recuperate il loro smaltimento si traduce in una perdita importante di risorse e metalli che sono contenute al loro interno.

Per ridurre al minimo il degrado ambientale, l’unione europea ha introdotto la nuova direttiva sulle batterie per ridurre la minaccia verso l’Uomo e l’Ambiente. La direttiva, in vigore dal 2008, impone ai produttori di farsi carico delle responsabilità relative al trattamento delle batterie giunte a fine vita.

Le batterie agli ioni di litio rappresentano una seria minaccia per l’Uomo e l’ambiente in quanto contengono al loro interno elevate percentuali di metalli pesanti.

Delle 4000 tonnellate di batterie agli ioni di litio raccolte nel 2005, 1100 erano costituite da metalli pesanti mentre altre 200 erano costituite da elettroliti tossici.

Ma non è tutto nero come sembra perché nel resto d’Europa qualcosa si muove.

Esiste il progetto RecLionBat, finanziato attraverso il programma LIFE che ha sviluppato una tecnica di trattamento delle batterie agli ioni di litio esaurite al fine di recuperare cobalto e nichel. Per conoscerlo più da vicino occorre spostarsi nella vicina Francia dove la Société Nouvelle d’Affinage des Métaux (SNAM) in collaborazione con la belga Floridienne Chimie ha dato il via al progetto RecLionBat al fine di sviluppare una tecnica che ne assicuri il riciclaggio. Al progetto sono stati destinati 1.5 milioni di euro più 380000 euro dal programma LIFE.

Il progetto prevede, attraverso la realizzazione di una struttura pilota di smistare, trattare termicamente e distruggere le batterie agli ioni di litio esaurite.

Il progetto si concretizza in un trattamento pirolitico che comporta dapprima il riscaldamento delle batterie ottenendo così la separazione per macinazione e setacciatura di rame, ferro ed altri composti. Questi ultimi sono poi separati chimicamente al fine di estrarre cobalto e nichel che vengono reinseriti nei processi produttivi.

Il processo brevemente descritto permette il riciclo fino al 60% dei componenti delle batterie.

La SNAM ha stimato che una unità di RecLionBat di 1000 tonnellate è in grado di recuperare circa 600 tonnellate di metalli. In questo modo va da sé che le quantità di rifiuti avviati alla discarica si riducono notevolmente.

La SNAM al termine del progetto LIFE ha avviato un proprio processo di riciclaggio contribuendo alla trasformazione delle batterie di tutta l’Europa.

E in Italia? In Italia fortunatamente non siamo rimasti con le mani in mano, grazie ad un accordo siglato tra Cobat e CNR nel mese di maggio 2014 per una durata triennale che vede la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per il riciclaggio di queste particolare tipologie di batterie.

Possiamo quindi auspicare che a breve anche l’Italia sia in grado di introdurre tecnologie innovative per il riciclaggio delle batterie agli ioni di litio e che non resti a fare il fanalino di coda come in altri campi.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza Tecnica per la gestione dei Vostri rifiuti

Ing. Vito la Forgia – v.laforgia@ambiente-rifiuti.com

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