Riassetto del Codice Ambientale

discaricaSe diamo uno sguardo alle direttive ambientali dell’Unione Europea ed alla legislazione ambientale degli altri paesi europei, salta subito all’occhio la ridotta complessità della norma rispetto al nostro codice ambientale. La questione non può ovviamente essere generalizzata ma dare uno sguardo ad esempio la normativa inerente il cosiddetto “Uno contro Uno” italiano e l’analogo della svizzera o se provassimo a confrontare la normativa inerente il trasporto di rifiuti italiana e quella di altri paesi quali ad esempio la Germania, rende bene l’idea di quanto la nostra normativa sia alquanto complessa ed a tratti nebulosa e carente.

Non desta certo stupore rendersi conto di quanti siano i decreti attuativi mancanti e di quanto confusionaria sia la norma normativa nel campo dei rifiuti, ma non solo.

A quanto pare un gruppo di lavoro insediatosi in questi giorni presso il Ministero dell’Ambiente avrebbe il compito di avviare uno studio preliminare teso ad un riassetto del codice ambientale. L’obiettivo è quello di raccogliere in due testi normativi tutte le leggi ed i regolamenti inerenti l’ambiente, si tenderà quindi ad ottenere un codice ed un testo unico regolamentare.

Da dove nasce tanta buona volontà in campo ambientale nel voler risolvere i pasticci creati negli ultimi anni?

Secondo il Ministro Orlando: “Questo progetto nasce sia dalla semplice constatazione che in materia ambientale la nostra legislazione non ha ancora risolto vistosi difetti sia dalla necessità di fornire risposte concrete a pressanti richieste di tutela e progresso. La frammentarietà, l’assenza di una codificazione con adeguati principi generali rendono il nostro diritto dell’ambiente ancora in parte oscuro, talvolta difficilmente applicabile, dispersivo dal punto di vista conoscitivo. E’ un’incompletezza che pesa anche a livello sociale e culturale e non contribuisce a soddisfare le giuste esigenze di un’economia dinamica e sostenibile. Trasparenza, semplificazione, legalità, certezza del diritto saranno le linee guida di questo impegnativo e lungo lavoro che si pone l’ambizioso obiettivo finale di fornire una visione giuridica unitaria di un bene fondamentale come l’ambiente”

Quindi qualcuno si è finalmente reso conto di quanto era ormai sotto gli occhi di tutti? Basterebbe prendere in esame la sola questione SISTRI per poter comprendere quanta confusione si sia fatta in campo normativo. Tra introduzioni di nuovi obblighi e sistemi di tracciabilità, di articoli inerenti soggetti obbligati ed esentati, sanzioni, modifiche, innovazioni, ripensamenti e quant’altro, è chiaro che ad oggi, limitandoci al solo campo di applicazione del SISTRI, la confusione che  vi regna è praticamente sovrana. Potremmo poi continuare cercando i famosi decreti attuativi che dovrebbero disciplinare i regolamenti di assimilazione dei rifiuti urbani e spingerci fino al decreto legislativo 151/2005 inerente i RAEE che ancora attende alcuni decreti attuativi che diano finalmente piena applicazione ad un decreto che vede ancora una difficile applicazione, per comprendere quanto il nostro codice ambientale ( e ci stiamo limitando al solo campo dei rifiuti) sia carente in moltissimi punti.  Non in ultimo non dimentichiamo il DM 65 del 8 Marzo 2010 con il quale si tentò di dare una forte spinta (alla grande distribuzione) alla raccolta dei RAEE derivanti dalla distribuzione e che si dimostrò invece un fallimento totale.

Restiamo quindi in attesa, ed auspichiamo, che questo gruppo di lavoro svolga veramente il proprio lavoro dando dei risultati in grado di condurci verso un nuovo testo ambientale più coerente con sè stesso e che sia meno confusionario di quanto lo sia oggi tanto da rendere anche una laurea in giurisprudenza probabilmente insufficiente a comprendere tutti i risvolti del nostro attuale codice ambientale.

Ambiente & Rifiuti – Consulenza per la corretta gestione dei rifiuti

 

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