Il rispetto della Normativa Ambientale per la tutela dell’Uomo

discaricaIl rispetto della normativa ambientale e della disciplina rifiuti, è orma imprescindibile nelle odierne attività di ogni azienda. A differenza di quanto avveniva in passato non è più possibile affidarsi a cave improvvisate o fantomatici ed oscuri gestori dei rifiuti per far sparire i propri scarti di produzione o da cantiere.

Grazie alle sempre più stringenti normative, che tentato di arginare il fenomeno degli smaltimenti illeciti a prezzi concorrenziali rispetto a quelli operati da soggetti autorizzati, e ai sempre maggiori controlli da parte degli organi di controllo, per le aziende diventa indispensabile conoscere le basi per gestire correttamente i propri rifiuti all’interno del proprio ambito lavorativo.

A tal proposito riteniamo utile riportare un sunto delle operazioni della Guardia di Finanza di Cuneo che ha scoperto uno smaltimento illecito di rifiuti ed un furto di ghiaia dal torrente Maira.

I Finanzieri della Stazione S.A.G.F. (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) congiuntamente ai colleghi della Compagnia di Cuneo, nelle campagne lungo il Maira, tra Villafalletto e Vottignasco, hanno riscontrato alcune rilevanti violazioni alla normativa ambientale e sventato un rilevante furto dall’alveo del torrente Maira, con modifica dell’ambiente naturale protetto.

L’operazione ha avuto inizio nelle prime ore del mattino, quando, durante una normale attività addestrativa, dedicata alla ricerca, con unità cinofile, di dispersi in aree boschive, alcuni militari del S.A.G.F. di Cuneo hanno notato un imponente escavatore che stava prelevando materiale dall’alveo fluviale e lo caricava su 2 camion di grandi dimensioni.

I militari, considerando che le operazioni si stavano svolgendo in un’area fluviale protetta, hanno ritenuto che si trattasse di un’attività illecita e sono quindi intervenuti scoprendo che il personale a bordo dei mezzi lavorava per conto di un’impresa della zona.

Con il supporto dei colleghi della Compagnia di Cuneo, attivati per perlustrare l’intera zona, hanno proceduto quindi ad un primo sequestro di un’area di circa 2.000 mq nella quale sono risultate depositate circa 800 tonnellate di ghiaia estratta abusivamente dal torrente Maira.

Nei confronti dell’amministratore sono state formulate le ipotesi di furto continuato di materiale esposto alla pubblica fede, estrazione abusiva ed esecuzione di opere su area tutelata in assenza di autorizzazione.

Sono anche stati sequestrati i 3 mezzi utilizzati per le operazioni.

I controlli sono proseguiti presso l’impresa ove è stato riscontrato il deposito e lo smaltimento, anche mediante combustione, di rifiuti speciali nonché l’interramento di rifiuti di vario genere, anche pericolosi.

Si tratta per lo più di rifiuti provenienti da demolizioni (bitumi, cemento e mattoni), ma dal terreno sono affiorati anche pneumatici fuori uso, rottami ferrosi, plastica e ceneri di rifiuti urbani.

Con la collaborazione dei funzionari A.R.P.A. del Dipartimento di Cuneo, sono stati poi individuati altri rifiuti pericolosi, tra i quali frammenti di amianto, fusti contenenti olio esausto e filtri di motori, nonché apparecchi elettrici vari. Sono state anche rilevate numerose tracce di lavaggi di betoniere in più punti dell’area aziendale.

Nel corso degli accertamenti i Finanzieri del Capitano Baldiglio hanno anche scoperto che un camion ed un mini-escavatore (per un valore complessivo di circa 40.000 euro), custoditi presso l’autorimessa dell’impresa, oltre ad essere privi di targa autentica e di copertura assicurativa, recavano il numero di telaio chiaramente abraso e modificato, e, non avendo ottenuto l’esibizione di documenti giustificativi hanno proceduto al loro sequestro ed alla denuncia del titolare dell’impresa per ricettazione.

Nel corso delle operazioni si è proceduto anche alla denuncia di 3 artigiani di Tarantasca e Costigliole Saluzzo in quanto, giunti sul posto nel corso delle operazioni per conferire il proprio carico, sono risultati sprovvisti della documentazione o dell’autorizzazione (iscrizione all’Albo Gestori Ambientali) previste per i trasporti di rifiuti speciali.

Nei loro confronti si è anche proceduto al sequestro dei mezzi e di circa 18 tonnellate di materiale altrimenti destinate allo smaltimento illecito.

Dagli ulteriori approfondimenti esperiti nel corso della giornata, il personale del Nucleo Mobile, del S.A.G.F. e dell’ A.R.P.A. di Cuneo ha infine anche scoperto che una ex cava era stata usata come sito per l’illecito smaltimento di rifiuti: al suo interno sono stati infatti scoperti, depositati e seppelliti, materiali vari.

Da un primo saggio esplorativo richiesto dai Finanzieri, oltre alla presenza di mattoni, plastica, rottami ferrosi, polistirene e numerosi cumuli di ceneri di rifiuti urbani, è stata rilevata la presenza di copertoni ed altri rifiuti, direttamente all’interno della falda acquifera.

Il responsabile dell’impresa è stato quindi denunciato anche per le ipotesi gestione e deposito non autorizzati di rifiuti speciali pericolosi/non pericolosi e per smaltimento di rifiuti mediante combustione.

La lunga giornata si è conclusa con il sequestro di complessive 8.443 tonnellate di rifiuti speciali, della zona interessata, estesa per circa 15.200 mq, e di 7 automezzi, nonché con la denuncia di 4 responsabili per illeciti ambientali.

Nel corso dei successivi approfondimenti i Finanzieri sono riusciti a risalire alle imprese edili di Cuneo e Caraglio che, nel 2008 e nel 2010, avevano patito il furto dell’escavatore e del camion ed ai cui titolari i mezzi verranno a breve restituiti

 

Approfondimenti e video possono essere ritrovati sul sito www.gdf.it

La vicenda mostra in tutta la sua realtà quanto sia radicato nel nostro territorio l’uso e costume di gestire i rifiuti in maniera impropria senza avere alcuno scrupolo per l’ambiente in generale e le conseguenze che possono derivare dall’interrare materiali tossici, plastici ecc.. nel sottosuolo.

Come ben si sa i rifiuti non vengono riassorbiti dall’ecosistema in tempi rapidissimi, anzi molto spesso permangono nell’ambiente per secoli senza andare incontro a modifiche sostanziali della propria struttura. Se l’inquinamento estetico potrebbe non rappresentare un problema, la contaminazione del terreno e della falda sottostante o dei corsi d’acqua limitrofi rappresenta invece un grandissimo problema che si ripercuote sulla salute della collettività.

E’ quindi necessario adoperarsi affinché gli scarti di produzione, i rifiuti da cantiere e tutto ciò che diviene rifiuto venga gestito nel modo migliore, avviandoli quindi ad impianti di recupero e trattamento.

Affinché ciò possa essere fatto è necessario che il trasporto dei rifiuti sia ovviamente autorizzato con regolare iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che il deposito temporaneo venga gestito secondo i criteri dettati dal D.Lgs. 152/2006, che gli impianti presso i quali i rifiuti vengono scaricati siano autorizzati, come previsto dalla norma.

Pertanto se da un lato si ritiene che la normativa possa essere opprimente e in grado di porre in difficoltà l’azienda, dall’altra ha lo scopo di tracciare ogni movimento dei nostri rifiuti e di assicurare che la tutela dell’ambiente e dell’essere umano.

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