L’Italia recepisce la direttiva europea per i veicoli fuori uso

Anche l’Italia, seppur in ritardo, si adegua alla direttiva Europea 2011/37/UE  che introduce le deroghe all’utilizzo di piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente nei materiali componenti i veicoli immessi sul mercato dopo il 1° Luglio 2013.

Con il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 24 Maggio 2012 e pubblicato in G.U. il 9 Ottobre 2012 n. 236, viene modificato il D.Lgs. 209 del 2003.

Il decreto modifica l’elenco dei materiali e dei componenti per i quali vige il divieto di utilizzo.

Stando a quanto riportato nella direttiva 2011, alcuni materiali e componenti contenenti mercursio, piombo ,cadmio o cromo esavalente, potranno continuare ad essere utilizzati beneficiando dell’esenzione dal divieto in quanto non è ancora tecnicamente possibile fare a meno del loro utilizzo. Il loro completo divieto è rinviato al momento in cui tecnologicamente e scientificamente sarà possibile sostituirli con altre sostanze che riducono o eliminano completamente il rischio per l’Uomo e l’Ambiente.

La direttiva posticia la data di scadenza dell’utilizzo di piombo nei materiali termoelettrici dei componenti prodotti dall’industria automobilistica. Ancora, la direttiva posticipa il divieto per quei pezzi di ricambio che non possono essere interscambiati con altri. Infatti non sono rari i casi in cui alcune parti delle automobili devono essere sostituite solo con parti originali.

La direttiva Europea, mira ad ogni modo a ridurre il minimo impatto dei veicoli sull’ambiente, dando così il proprio contributo alla conservazione delle specie e alla salvaguardia ambientale, ma non solo. Infatti il divieto di utilizzo di alcune sostanza pericolose, mira anche ad uniformare il mercato interno della Comunità Europea restituendo il principio di sana concorrenza.

Inoltre la direttiva istituisce misure volte a prevenire la riduzione dei rifiuti provenienti dai veicoli fuori incentivando altresì le più moderne forme di recupero, riutilizzo e riciclaggio dei veicoli stessi e dei loro componenti.

Queste misure, unite ai programmi di azione dei vari governi che recepiscono le direttive europee, dovrebbero migliorare l’impatto delle azioni umane sull’ambiente, lo stile di vita dei cittadini, abbattere i costi di produzione e di recupero dei rifiuti.

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