E se i mozziconi di sigaretta divenissero rifiuti speciali?

Dalle ultime indagine statistiche presentate durante la giornata mondiale senza tabacco 2012, è emerso che il numero di fumatori in Italia si è ridotto passando dal 22,7% della popolazione del 2011 al 20,8% per un totale di 10,8 milioni di persone.

Alla camera dei deputati, il 9 Novembre 2011, ossia quasi un anno fa, venne presentata una proposta di legge interessante, la n° 3344,  e che se condotta in porto potrebbe aprire nuovi scenari normativi e lavorativi. Infatti la proposta prevedeva l’inclusione nel novero dei rifiuti speciali anche dei mozziconi di sigaretta. Dai numeri presentati in apertura dell’articolo, e considerando quanto tempo passa in media un italiano fuori casa, e quante sigarette al giorno in media fuma un fumatore medio è facile intuire quale sia la mole di mozziconi di sigarette che tutti i giorni vengono abbandonati lungo le strade, nei parchi, nei mari.

Una ricerca della Nazioni Unite ha stimato che i mozziconi sono al primo posto tra i rifiuti presenti nel Mar Mediterraneo.

Ogni mozzicone di sigaretta è inquinante e danneggia l’ambiente per due motivi:

–          È antiestetico vedere mozziconi di sigaretta sparsi lungo le strade, i marciapiedi, le spiagge, immersi nelle acque dei nostri mari;

–          Contengono sostanze nocive per l’Uomo e l’Ambiente quali nicotina, benzene, ammoniaca, acido cianidrico, acetato di cellulosa, elementi radioattivi quali il polonio 210.

Non esistendo ad oggi una normativa nazionale che regoli la gestione di questi rifiuti “particolari” ci si affida al buon senso della popolazione nel gettare i mozziconi delle sigarette nei contenitori della indifferenziata, spenti ovviamente.

La proposta di legge prevede quindi di inserire i mozziconi di sigaretta tra i rifiuti speciali al fine di sottoporli a trattamenti speciali che garantiscano l’ambiente e la salute umana neutralizzandone così gli effetti nocivi. Viene inoltre avanzata la proposta di una raccolta differenziata dei prodotti da fumo e un coinvolgimento a pieno titolo dei produttori di prodotti da fumo affinché si attivino con campagne di sensibilizzazione contro il fenomeno dell’abbandono dei mozziconi. Ed infine vengono avanzate delle possibili sanzioni verso chi abbandona i suddetti mozziconi nell’ambiente con multe che variano dai 100 ai 500 euro.

La proposta di legge ha indubbiamente il merito di aver individuato una categoria di rifiuti molto particolari e che tutti i giorni vengono abbandonati nell’ambiente senza alcun criterio e dei quali non si sente molto spesso parlare.

Ancor meno si sente parlare delle possibili vie di recupero e riciclaggio degli stessi proprio a causa delle sostanze che li compongono.

Una ricerca pubblicata sulla rivista americana “Industrial & Engineering Chemistry Research” illustra come i l “succo” di mozzicone possa essere reimpiegato per proteggere dalla corrosione un tipi di acciaio denominato N80 utilizzato nell’industria petrolifera se immerso nell’acido cloridrico a 90 °C.

Questo tipo di acciaio è impiegat attualmente nella fabbricazione di trivelle da perforazione, la cui corrosione comporta costi elevati di manutenzione e sostituzione. Dalla ricerca è emerso che l’effetto anti corrosione è dovuto alla sostanza risultante dalla combustione della nicotina e del catrame.

La Eko-Technology e l’Enea hanno invece illustrato il piano per il recupero di energia dei mozziconi di sigaretta mediante l’utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale, ossia attraverso l’utilizzo di processi di pirolisi (termodistruzione ottenuta in difetto di ossigeno che impedisce lo sviluppo di sostanze dannose per l’Uomo e l’Ambiente quali la diossina). Al termine di questo processo è stato possibile recuperare l’energia dal gas di pirolisi ottenuto e separare le sostanza tossiche.

Siamo quindi all’alba di una nuova strada di ricerca che potrebbe portare a nuovi sviluppi tecnologici nei prossimi anni, nonostante i danni che le sigarette provochino all’Uomo ancor prima di divenire mozziconi.

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