Test SISTRI, un’occasione per verificarne l’efficacia

Come anticipato nel post di alcuni giorni fa, è tempo di tornare a parlare del SISTRI.

Nella nota del 7 Dicembre 2011 il Ministero dell’Ambiente ha annunciato la partenza di una nuova fase di test che prende il via oggi 12 Dicembre 2011 per terminare il giorno 31 Dicembre 2011.

 

Tralasciando l’invito a voler prendere visione dei nuovi manuali che ormai cambiano più rapidamente delle condizioni meteo e di cui accenneremo più in là è importante sottolineare che una fase di test di 3 settimane può realmente essere una occasione da parte degli operatori del settore per far sentire la propria voce in merito all’utilizzo di questo sistema informatico che tanto ha promesso e poco ha mantenuto nel corso degli ultimi due anni.

Già due anni, perché tanto è il tempo trascorso dalla sua istituzione, realizzazione ed obbligo di utilizzo.

Personalmente considero, come già detto, una occasione per verificare quali sono state le modifiche apportate al sistema nel corso del tempo per poter verificare se i suggerimenti degli utenti sono stati accolti e se le lamentele sono state poi tramutate in una opportunità di migliorare il sistema informatico.

 

Considerando le notti spese da parte di chi il SISTRI ha creduto realmente di utilizzarlo, del tempo e delle risorse economiche spese da parte di quelle aziende che per non incorrere in sanzioni hanno investito nella formazione e nel tentativo di effettuare le movimentazioni, è anche giusto aspettarsi da questa nuova versione del SISTRI più celerità, meno blocchi del sistema, gestioni più snelle delle procedure.

Sicuramente qualche passo avanti è stato fatto ma resta di fondo un problema di congruenza che dopo aver letto i manuali ha solleticato la mia curiosità. Partiamo dal fatto che sul sito del SISTRI nessuno si assume la responsabilità di ciò che scrive e che lo stesso vale nella stesura dei manuali (cosa che ritengo personalmente piuttosto grave) a ciò aggiungiamo che alcune delle eccezioni previste nei manuali potrebbero dar luogo a non poca confusione nel momento in cui un controllo dovesse essere fatto da parte delle autorità preposte. Ciò di cui sto parlando è una mancata congruenza delle procedure operative con i termini previsti dalla normativa per la gestione dei rifiuti.

Ad oggi sappiamo essere presenti il Formulario di identificazione rifiuti, ed il registro di carico e scarico quali unici documenti da avere sempre aggiornati al fine di dimostrare una corretta gestione dei rifiuti e per poter dimostrare agli organi di controllo di essere in regola con quanto previsto dalla normativa. Purtroppo per istituire il SISTRI è stato lamentato dai precedenti governi che i tempi di ricezione della documentazione aggiornata era troppo lenta e che il SISTRI avrebbe praticamente razionalizzato e velocizzato il tutto rendendo i dati accessibili in tempo reale. Pertanto ci si aspetta che l’organo di controllo non si recherà nelle aziende a verificare i registri e formulari ma potrà fare tutto telematicamente. Ciò purtroppo non è vero in quanto già nella normativa e nei manuali è previsto che le aziende conservino copia delle schede sistri in formato elettronico da poter esibire quando richiesto. Ciò fa quindi pensare che i controlli piomberanno comunque nei nostri uffici, ma ciò non ci preoccupa poiché nulla cambia fino ad oggi.

Il problema che invece ho riscontrato e che di fatto rende inattuabile il controllo in tempo reale della movimentazione dei rifiuti è la possibilità per il produttore dei rifiuti, per il trasportatore, per l’impianto di destinazione di effettuare le proprie registrazioni anche 10 giorni dopo la presa in carico del rifiuto. Pertanto potrà verificarsi che il produttore decida di aggiornare le proprie schede al 10 giorno, mentre il trasportatore potrebbe farlo anche il giorno stesso della presa in carico dei rifiuti. Ciò condurrà, di fronte ad un controllo telematico ad un disallineamento dei dati come è evidente.

Ora se da un lato ciò in linea con i tempi previsti dal D.Lgs. 152/06 per al registrazione delle movimentazioni, ci si aspetta invece un certo automatismo da parte del sistema affinché si realizza il controllo in tempo reale. D’altra parte è anche vero che per venire incontro ad alcune impossibile operazioni che erano previste in precedenza si è dovuto sacrificare proprio questo aspetto. E quindi il SISTRI cosa fa in più di un registro di carico e scarico informatico? Sono già molte le aziende in Italia che utilizzano software gestionale per registrare le proprie movimentazioni. Non era dunque più semplice realizzare un sistema di ricezione telematico di tali registrazioni con frequenza periodica?

Mancanza di informazioni:

Veniamo ora alla sezione trasportatori, dove a mio pare si ravvisa una certa incompletezza nel fornire istruzioni. Tra le modalità semplificate introdotte c’è la possibilità per il conducente di inserire il proprio dispositivo USB all’interno del computer per collegarsi al sito del sistri ed avviare la presa in carico del rifiuto. Terminata questa operazione dovrebbe poi essere sufficiente, quando ci si reca dal produttore di rifiuti, inserire il dispositivo all’interno della black-box ed estrarlo per poter poi partire. Giunti a destinazione il dispositivo andrebbe nuovamente inserito e disinserito per poter procedere con lo  scarico del rifiuto trasportato. A fine giornata il dispositivo andrebbe poi inserito nel computer per concludere l’operazione di presa in carico giornaliera dei rifiuti.

Tale procedura è applicabile, stando ai manuali sistri, anche al caso della micro raccolta.

I dubbi però sorgono e sarebbe stato auspicabile da parte del SISTRI dare anche delle delucidazioni in merito.

Ad esempio:

Se il conducente è fuori sede per più giorni qual è la procedura da adottare? E’ sufficiente inserire il dispositivo usb nel computer il giorno della partenza e poi nuovamente al ritorno quando tutti i carichi sono giunti a destinazione?

Se il conducente per motivi operativi deve partire alle prime luci dell’alba, il dispositivo usb può essere inserito il giorno prima nel computer per avviare le operazioni di carico o gli imprenditori si troveranno a pagare straordinari agli addetti della logistica che dovranno andare in azienda per inserire il dispositivo usb nel computer? O sarà sufficiente per l’autista (non dotato di computer) recarsi presso la residenza dell’addetto alla logistica ed obbligarlo, in pigiama, ad inserire il dispositivo usb nel proprio pc affinché egli possa iniziare il suo viaggio? E queste perdite di tempo chi le pagherà?

Sicuramente la gestione sarà meno fiabesca di quella che ho appena raccontato ma ci si sarebbe aspettata una delucidazione in merito considerando la novità del sistema informatico e le salata sanzioni che verranno erogate in caso di errore.

Consideriamo poi un conducente che al termine del suo giro di raccolta trova gli impianti di destinazione chiusi. A quel punto il dispositivo usb deve essere inserito nel computer aziendale o sarà sufficiente rinviare il tutto al giorno successivo?

Suppongo sia inutile continuare a citare strani casi per i quali prima o poi si vorranno delle spiegazioni.

Ora non ci resta che testare il sistema ed il call center. Già perché gli operatori del call center dovranno ora dimostrare di essere al passo con i manuali e non solo, dovranno anche essere in grado di risolvere quesiti come questi poiché quando il sistema sarà realmente in vigore non si potrà dire all’azienda di fermare le proprie attività in attesa che qualcuno dal ministero dica come risolvere il problema.

Concludendo sarebbe opportuno approfittare di questa occasione e testare seriamente il sistema mettendo a nudo le principali criticità del sistema affinché sia possibile dare una soluzione ai vari problemi prima che diventi realmente operativo l’interno sistema.

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