Le risorse naturali annue del pianeta sono terminate. Da oggi viviamo a debito.

A partire da oggi 27 Settembre 2011 e fino al 31 Dicembre 2011, siamo debitori nei confronti della terra delle risorse naturali che consumiamo. Come negli anni scorsi la ONG Global Footprin Network ha evidenziato che abbiamo consumato tutte le risorse annue che il nostro pianeta è in grado di fornirci, e pertanto fino alla fine di quest’anno tutto ciò che consumeremo è a debito, ossia preso in prestito dall’anno successivo e dalle risorse disponibili per il nostro futuro.

Per quanto molti non credano a questa stima e non credano possibile l’utilizzo di risorse a debito nei confronti del pianeta è bene chiarire che ogni anno la popolazione umana ha a disposizione un numero limitato di risorse dalle quali può attingere per la propria sopravvivenza.  Considerata la nostra natura consumistica ed il nostro frenetico tasso di crescita mondiale, nonché la nostra necessità di prodotti è facile capire come le risorse vengano esaurite in breve tempo.

A differenza dei due anni precedenti, quest’anno il punto di “rottura” è giunto con un leggero ritardo, segno forse questo che iniziamo a renderci conto che il pianeta sul quale viviamo non è una semplice palla di fango e sassi che orbita senza meta nello spazio ma che è in realtà un essere vivente a tutti gli effetti. Certamente è difficile considerare il pianeta come essere vivente, ma considerando i suoi cambiamenti a seguito delle nostre azioni, i continui movimenti al suo interno ed il fatto che cerchi di reagire ad ogni nostra azione per ripristinare il normale stato delle cose naturali è quasi intuitivo pensare che sia un essere vivente.

Anzi se iniziassimo a pensare tutti a questo modo, molto probabilmente saremmo più attenti allo sperpero delle risorse ed inizieremmo realmente a condurre una vita più attenta e rispetto della natura. In fondo non è un mistero che uno stile di vita sano, con una produzione di beni sufficiente alla popolazione, un’estrazione razionale delle risorse porterebbe indubbiamente vantaggi a tutti gli esseri viventi.

Fatta questa premessa che potrà anche sembrare banale, vi lascio ad un articolo tratto da: http://www.3bmeteo.com

A partire da oggi, e fino al 31 Dicembre vivremo a debito. Le risorse annuali della terra sono esaurite
Nel suo rapporto annuale effettuato dell’ong Global Footprint Network si evince che a partire da oggi, 27 Settembre, e fino alla fine dell’anno la popolazione terrestre vivrà a debito rispetto alle risorse effettive del pianeta.

In altre parole, in poco meno di nove mesi l’umanità ha già consumato tutte le risorse che la natura può fornire nell’anno. Dall’acqua ai raccolti, fino al 31 dicembre si ricorrerà alle riserve. Saremo nuovamente “in debito” per produzione di cibo, neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche rigenerazione dell’acqua o capacita’ di assorbire i rifiuti, che sono solo parte delle cose che la natura ci offre. Per la prima volta l’Earth Overshoot Day fu raggiunto negli anni ’70, con il pareggio di bilancio tra risorse consumate e risorse disponibili, nel 2010 venne raggiunto il 21 Agosto mentre nel 2009 il 25 Settembre.

Dal 2050 serviranno due pianeti – Continuando così, con una popolazione prossima ai 7 miliardi e con i consumi pro capite globali in continua aumento, entro il 2050 il nostro debito supererà il 100 % del Pil ambientale: questo significa che se ad oggi, per il tasso di utilizzo delle risorse, sono necessari 1,3 – 1,5 pianeti, a metà del secolo per soddisfare il fabbisogno mondiale saranno necessari 2 pianeti. La cosa certa è che noi di pianeta ne abbiamo solo uno, la Terra (a meno di futuristiche missioni spaziali, ad oggi pura utopia).

Default ambientale all’orizzonte – Il fatto che stiamo utilizzando le risorse naturali più velocemente di quanto si possano ricostituire, è simile ad avere una spesa che continua a superare reddito. Non siamo ancora al default ecologico, ma la minaccia di bancarotta è concreta e costerebbe più del tracollo della Grecia e della crisi mondiale delle borse. In termini planetari infatti, i risultati della nostra eccessiva spesa ecologica stanno diventando sempre più visibili: il cambiamento climatico con la CO2 che viene emessa più velocemente di quanto possa essere riassorbita da foreste e mari, è il risultato più evidente. Ma ci sono anche altri fattori: la deforestazione, la perdita di biodiversità, il collasso della pesca, la riduzione della disponibilità idrica e di materie prime, il generale depauperamento della fertilità dei campi e dei pascoli.

Come invertire la tendenza ed evitare l’inesorabile e irreversibile impoverimento della Terra?

Se da una parte sono due i fattori che giocano a sfavore, vale a dire l’aumento della popolazione e quello dei consumi pro-capite, il “bracconaggio” delle risorse della Terra può essere efficacemente contrastato. La tecnologia potrà giocare un ruolo fondamentale, permettendo di fare di più con meno: con essa il risparmio energetico e il crescente utilizzo di energie rinnovabili. Spetta a noi infine, cambiare il nostro stile di vita, cresciuto con gli eccessi del consumismo in parte contrastato dalla recente crisi economica globale.

 

 

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