Il SISTRI risorge dalla proprie ceneri come l’araba fenice

Dalle proprie ceneri risorge…

E’ proprio il caso di dirlo, il SISTRI è risorto dalle proprie ceneri e torna ad impensierire gli operatori del settore con i suoi se i suoi ma e le sue cose non dette e non scritte.

Chi lavora nel settore sa benissimo di cosa stiamo parlando visto che il SISTRI non è nuovo a modifiche integrazioni, abrogazioni, proroghe, e tutte all’ultimo momento spiazzando operatori e consulenti che negli ultimi due anni sono sempre in affanno per aggiornarsi e mantenere in regola le aziende con la quali lavorano per evitare sanzioni severe, già pubblicate nel decreto legge n.121 del 7 luglio 2011.

 

Con il decreto di conversione del 14 Settembre 2011 n. 148 il SISTRI è quindi tornato a far parte della vita degli operatori del settore dei rifiuti. Attualmente la data ufficiale per la piena operatività è fissata al 9 Febbraio 2012 ma sin da ora qualcuno scommette su un prossimo slittamento.

Una ulteriore proroga dettata dalla necessità di modificare e testare ulteriormente il sistema affinché possa non solo reggere il carico degli operatori connessi ma anche per rendere il sistema stesso realmente fruibile e non una sorta di mix di esami da sostenere all’università tutti contemporaneamente e con testi non aggiornati alle lezioni del docente.

 

Quindi la travagliata storia del SISTRI continua il suo iter e la tracciabilità dei rifiuti diviene nuovamente sinonimo di crociata da parte del Ministero dell’Ambiente che ancora sostiene di poter combattere le eco-mafie con questo strumento tecnologico e “semplice” da utilizzare.

 

Cosa cambia ora?

 

Cerchiamo ora di analizzare gli aspetti salienti della reintroduzione del SISTRI, cosa si semplifica e cosa il Ministero dovrà fare prima del 9 Febbraio 2011.

 

Innanzitutto la partenza a scaglioni che ha caratterizzato l’ultima proroga è stata abolita sostituendo una partenza comune per tutti gli operatori coinvolti.

 

La partenza fissata per il 9 Febbraio 2011 esclude i piccoli produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti. Per questa categoria di utenti, la data di inizio sarà fissata con un apposito Decreto Ministeriale che il Ministero dell’Ambiente dovrà promulgare e comunque la data di inizio operatività per questi soggetti non potrà essere antecedente al 1° Giugno 2012.

 

Gli operatori che producono rifiuti soggetti a ritiro obbligatorio da parte dei Consorzi o da sistemi di gestione per il recupero di rifiuti (come ad esempio RAEE,pneumatici,imballaggi,batterie e oli minerali) potranno delegare a tali figure gli adempimenti relativi al SISTRI.

 

Importante è la delega al Ministero dell’Ambiente di un decreto per l’individuazione di quei rifiuti privi di criticità ambientali. Secondo quanto riportato in un articolo del sole 24 ore da parte della Dott.ssa Paola Ficco, sembra che debba essere individuata una nuova caratteristica dei rifiuti visto che fino ad oggi la normativa è in grado di classificare i rifiuti in urbani e speciali e a loro volta scinderli in non pericolosi e pericolosi.

Se all’atto della promulgazione di questo decreto dovessero esservi dei rifiuti pericolosi privi di criticità ambientali, questi ultimi saranno gestiti al di fuori del sistema di tracciabilità SISTRI.

In realtà è probabile che vengano comunque assoggettati al SISTRI considerando che se il produttore potrà gestire tali rifiuti al di fuori del SISTRI, lo stesso non potrà dirsi per il trasportatore ed il destinatario che sono soggetti obbligati all’utilizzo del sistema.

 

Fino al 15 Dicembre 2011, il Ministero dell’Ambiente, dovrà effettuare le dovute verifiche tecniche dell’interno sistema ed apportare le necessarie modifiche al software e all’hardware per rendere il sistema in grado di reggere le connessioni contemporanee degli utenti, i loro errori, e le registrazioni.

Non si dimentichi che proprio gli errori provocati da dispositivi usb difettosi e dalle black-box difettate avevano messo in crisi molti degli operatori rendendo di fatto inutilizzabile il sistema stesso. Auspicabile è quindi una ragionata revisione del sistema ed una sua semplificazione che non renda impossibile effettuare le operazioni sul SISTRI (non da ultimo è stato spesso segnalato che il percorso individuato dal sistema per effettuare il trasporto dei rifiuti prevedeva itinerari dispersivi, lungo il centro cittadino ad esempio, e dispendiosi dal punto di visto economico e logistico, oltre a non tener conto di eventuali lavori in corso, incidenti, traffico e rallentamenti che rendono la vita del conducente di un’azienda di trasporto già di per sé complicata).

 

Cosa fare fino al 9 Febbraio 2012?

 

Fino all’entrata in vigore della piena operatività del SISTRI, restano valide le regole che fino ad oggi gli operatori del settore hanno seguito, ossia l’utilizzo dei formulari di identificazione rifiuti, del registro di carico e scarico nei casi previsti dalla normativa. Si dovrà fare riferimento agli articoli 190 e 193 del D.lgs 152/2006 nella versione antecedente le modifiche introdotte dal D.Lgs. 205/2010. Le sanzioni previste per i mancati adempimenti sono invece riscontrabili all’art. 4 del D.Lgs. 121/2011.

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