Sistri ripristinato e già depotenziato

A quanto pare il SISTRI sembra essere vittima di una sorta di maledizione del faraone. Quando sembra che stia per entrare in vigore viene prorogato e quando sembra che stia per essere abrogato viene resuscitato (vedasi alba dei morti viventi).

Dopo la cancellazione contenuta nella manovra 138/2011 del 13 Agosto 2011 che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo agli operatore del settore, il SISTRI è stato ripristinato con un emendamento passato in Commissione Bilancio, e poi proprio ieri sera è passato anche al Senato con delle novità. Tali novità minano il potenziale del SISTRI (che come ricordiamo sulla carta c’erano) inficiando di fatto il contrasto alle ecomafie (ma con l’istituzione del sistri l’ecomafia che fino ad oggi gestisce i rifiuti senza formulario con il sistri che farà? si iscrive al sistema per essere tracciato?)

L’avvio del sistema, previsto con la proroga introdotta a  Luglio per il 1 Settembre 2011, è stato prorogato al 9 Febbraio 2012. A ciò si aggiunge, per le aziende fino a 10 dipendenti che producono rifiuti pericolosi, la proroga a data da destinarsi, e che sarà determinata da un apposito decreto da parte del Ministero dell’Ambiente da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della manovra. Per quanto riguarda invece gli operatori del settore che sono soggetti all’iscrizione e all’utilizzo del SISTRI, sono esclusi dal novero dei soggetti obbligati coloro che gestiscono rifiuti speciali non pericolosi rendendo facoltativa l’iscrizione al sistema e demandando al Ministero dell’Ambiente la definizione di questa classe di rifiuti esclusa dal SISTRI. Tale definizione sarà da farsi con un apposito decreto da emanare sempre entro 90 gg dall’entrata in vigore della manovra.

Che dire quindi? Un altro pastrocchio fatto da chi nel settore non ha mai messo le mani? Il SISTRI che avrebbe dovuto rendere la vita più semplice agli operatori del settore, riducendo di fatto gli oneri a loro carico e combattere le ecomafie rende di fatto ancora più complicata la gestione dei rifiuti introducendo una serie di eccezioni e vie di fuga che rendono appetitoso per “l”ecomafioso” continuare a gestire illegalmente i rifiuti.

Sarebbe auspicabile un’intera revisione del sistema, ripartendo dalle basi individuando dapprima il dominio all’interno del quale il sistri deve essere calato e poi delle regole che abbiano validità generale. E’ utile ricordare che l’Europa ha richiesto la tracciabilità dei rifiuti speciali pericolosi, e ben venga se l’Italia decide di fare un passo avanti tracciando anche i non pericolosi, ma che ciò sia fatto con coscienza e con l’umiltà di ascoltare gli operatori del settore che ogni giorno devo barcamenarsi tra normative che si succedono fin troppo rapidamente e ormai divenute lacunose a cause dei continui rinvii di un sistema che ha dimostrato le sue lacune.

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